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E.g., 18/02/2019
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Il rischio di SM primariamente progressiva può essere collegato a geni che causano altre malattie cerebrali

Lo screening genetico di persone con sclerosi multipla primariamente progressiva ha dimostrato che quattro rari cambiamenti genetici, noti per causare altre malattie neurologiche, possono avere un ruolo in questa forma di SM

22/01/2019

La sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP) è una forma meno comune di SM, in cui la disabilità si accumula dall'inizio della malattia. Rispetto alla forma più comune di SM, quella recidivante-remittente, questo tipo di SM tende a essere diagnosticata più in là nel corso degli anni. Colpisce maschi e femmine allo stesso modo, mentre le forme recidivante-remittente interessano due o tre volte di più le donne rispetto agli uomini.

 

Molti gli studi internazionali che hanno cercato di capire se l'assetto genetico di una persona potesse influenzare il rischio di sviluppare la malattia e al momento sono più di 200 i geni collegati al rischio di ammalarsi di qualsiasi forma di sclerosi multipla. Geni associati al rischio di sviluppare forme progressive però non erano stati ancora scoperti.

 

Uno studio internazionale ha così cercato di capire se rare alterazioni genetiche potessero essere collegate alle forme primariamente progressive di SM. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sui geni noti per essere alla base di altri disturbi neurologici con sintomi simili alla SM progressiva.

 

La prima fase della ricerca ha riguardato lo screening genetico di 38 persone con SMPP e 81 persone senza SM. Dall'analisi sono emerse 15 varianti potenzialmente significative per la SM progressiva e collegate anche ad altri disturbi neurologici. I cambiamenti genetici osservati, forse responsabili del malfunzionamento di alcuni tipi di cellule, non sono presenti nelle persone che non hanno la sclerosi multipla.

 

Per confermare se queste varianti genetiche fossero o meno realmente associati alla SMPP, i ricercatori hanno studiato quanto fossero comuni in un gruppo più ampio di persone con SMPP e persone senza SM. Gli scienziati hanno incluso nell’analisi anche persone con forme di SM recidivante-remittente, per capire se le alterazioni genetiche osservate fossero specificamente legate alla SM progressiva o fossero comuni a tutte le persone con SM.

 

Dalle analisi è emerso come quattro dei 15 cambiamenti genetici già evidenziati apparivano particolarmente importanti per la SMPP. Si tratta di varianti associate a una serie di malattie con sintomi neurologici destinate a peggiorare nel tempo, tra cui la paraplegia spastica, la leucodistrofia megalencefalica con cisti sottocorticali e la sclerosi tuberosa.

 

Dal momento che due dei cambiamenti genetici erano legati alla paraplegia spastica, i ricercatori hanno cercato di capire se altre alterazioni associate a questa malattia fossero più comuni nelle persone con SMPP. Hanno così esaminato 169 varianti genetiche relative alla paraplegia spastica e hanno scoperto che erano più comuni non solo nelle persone con SMPP, ma anche in quelle con SM secondariamente progressiva (SMSP). Più raro invece era trovare questi cambiamenti genetici nelle persone con SM recidivante-remittente, suggerendo che si tratti di varianti che contribuiscono in modo specifico al rischio di una persona di sviluppare un decorso progressivo di malattia.

 

Capire che ruolo hanno i geni nell'influenzare il decorso progressivo o meno di una persona con SM è estremamente importante per comprendere la biologia delle forme progressive e aiuterà i ricercatori a identificare nuove opzioni di trattamento che potrebbero rallentare o fermare l'accumulo di disabilità in chi soffre di SM progressiva. Il prossimo passo sarà quello di esaminare più da vicino le funzioni biologiche di questi geni e identificare esattamente come le loro varianti rendono le persone più suscettibili di ammalarsi di SM progressiva.

 

Genome sequencing uncovers phenocopies in primary progressive multiple sclerosis.

Jia X, Madireddy L, Caillier S, Santaniello A, Esposito F, Comi G, Stuve O, Zhou Y, Taylor B, Kilpatrick T, Martinelli-Boneschi F, Cree BAC, Oksenberg JR, Hauser SL, Baranzini SE. Ann Neurol. 2018 Jun 16. doi: 10.1002/ana.25263. [Epub ahead of print] 

 

Fonte: MSIF

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