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Neuroriabilitazione, arrivano nuove conferme scientifiche sull’efficacia nella sclerosi multipla

Un trial clinico pubblicato sulla rivista The Cerebellum conferma gli effetti benefici su cammino e non solo. Si consolida un approccio su cui AISM con la sua Fondazione punta da anni per mantenere i danni portati dalla SM

01/09/2020
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Molti studi scientifici, anche promossi da AISM con la sua Fondazione FISM, hanno dimostrato con certezza che l'attività motoria non solo incide positivamente sul funzionamento dei muscoli e delle articolazioni ma anche sul sistema nervoso centrale.

 

Da anni la FISM promuove la neuroriabilitazione ed in particolare la ricerca sulla neuroplasticità come strumento utile, insieme al trattamento farmacologico, per recuperare o mantenere domini funzionali che vengono danneggiati dalla sclerosi multipla.

 

Ma cosa intendiamo per neuroplasticità? «La neuroplasticità è la capacità del nostro sistema nervoso centrale di adattarsi o di cambiare in base agli stimoli che arrivano da fonti esterne: suoni, rumori, interazione con oggetti e persone. Noi tutti nel tempo continuiamo a cambiare, adattare, il nostro sistema nervoso centrale, è una capacità che abbiamo tutti. Con l’invecchiamento e in alcune patologie, tra cui alcune malattie quali la sclerosi multipla, questa capacità si riduce ma non viene completamente persa. In questo contesto si sono sviluppate tecniche di “neurostimolazione” in grado di fare lavorare al meglio la neuroplasticità», dice il dott. Giampaolo Brichetto, Coordinatore Ricerca Riabilitativa FISM e Direttore Sanitario del Servizio Riabilitazione AISM Liguria.


Uno dei primi lavori pubblicati sull’argomento - nato proprio dalla collaborazione tra Universitò di Genova e AISM con la sua Fondazione FISM - aveva infatti dimostrato come le proprietà neuroplastiche del corpo calloso vengano migliorate da un trattamento riabilitativo personalizzato dell'arto superiore.

 

Più recentemente è stato pubblicato un nuovo studio che apre strade alla possibilità di stimolazione di aree del sistema nervoso centrale, quali il cervelletto, coinvolte nell’apprendimento di nuovi compiti motori. Il trial clinico è stato condotto presso l’ospedale della Fondazione Santa Lucia IRCCS, nell’Unità operativa complessa Neuroriabilitazione 5 diretta dalla Dr.ssa Grasso e dal laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale diretto dal Prof. Koch. I risultati - pubblicati sulla rivista The Cerebellum - dimostrano che la combinazione di stimolazioni magnetiche cerebellari e la neuroriabilitazione vestibolare accelera il recupero del cammino e dell’equilibrio nelle persone con sclerosi multipla. L’approccio neuroriabilitativo adottato è non solo innovativo, ma può rappresentare un valido contributo per migliorare l’andatura e le capacità di equilibrio nelle persone con sclerosi multipla.

 

Attraverso la stimolazione magnetica trans-cranica (TMS) focalizzata sul cervelletto e la neuroriabilitazione vestibolare i ricercatori sono riusciti a migliorare l'andatura in un campione di persone con SM con un livello relativamente alto di disabilità.

 

Si tratta di un elemento importante poiché il cammino tende a deteriorarsi progressivamente in questi pazienti e tale deficit è associato ad un abbassamento dell’autonomia della persona e ad una ridotta qualità della vita. Questo miglioramento è stato ottenuto, inoltre, in un periodo relativamente breve (2 settimane), dimostrando che le stimolazioni cerebellari non invasive associate alla neuroriabilitazione vestibolare possono essere utili per progettare protocolli rapidi, economici ed efficaci per il ripristino dell'equilibrio nei pazienti con SM.

 

«Questo nuovo approccio, che combina la neurostimolazione a nuove strategie dinamiche neuroriabilitative, potrà rappresentare una nuova frontiera per il recupero delle funzioni perdute a causa di lesioni del sistema nervoso», sottolinea il dott. Marco Tramontanto, fisioterapista e prima firma dello studio.

 

Dalla ricerca è emerso, infine, che il miglioramento clinico è accompagnato da un notevole cambiamento negli esercizi di stabilità dello sguardo, suggerendo che il sistema vestibolare è fortemente coinvolto dall'attuale approccio terapeutico. L'ulteriore miglioramento indotto dalla stimolazione cerebellare potrebbe essere attribuito a un aumento locale dell'attività, attraverso meccanismi che implicano una plasticità della corteccia. I dati emersi dallo studio sono coerenti con l'idea che il cervelletto svolga un ruolo fondamentale nel promuovere l'apprendimento di nuovi compiti motori, una questione centrale in ogni processo neuroriabilitativo.

 

Riferimenti

Titolo: Cerebellar Intermittent Theta-Burst Stimulation Combined with Vestibular Rehabilitation Improves Gait and Balance in Patients with Multiple Sclerosis: a Preliminary Double-Blind Randomized Controlled Trial

Rivista: The Cerebellum, 17 luglio 2020.

Autori: Marco Tramontano, Maria Grazia Grasso, Silvia Soldi, Elias Paolo Casula, Sonia Bonnì, Sara Mastrogiacomo, Alessia D’Acunto, Francesco Porrazzini, Carlo Caltagirone, Giacomo Koch.
DOI: https://doi.org/10.1007/s12311-020-01166-y

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