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Congratulazioni ad Antonella Ferrari! La madrina di AISM è Cavaliere della Repubblica Italiana

13/02/2014

 

L’onorificenza le è stata assegnata da Giorgio Napolitano per il suo impegno sociale. Con il libro "Più forte del destino", diventato spettacolo teatrale, racconta la sua SM. La nostra intervista e i migliori auguri dell’Associazione

Antonella FerrariCirca due anni fa Antonella Ferrari, attrice nota al grande pubblico, giornalista, madrina dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla da diversi anni, ha deciso di diventare anche scrittrice e raccontare la sua vita con la sclerosi multipla. Il suo libro Più forte del destino – in cui emergono messaggi di denuncia ma anche di ironia e positività, i valori, l’esempio di una persona coraggiosa - è stato accolto con grande calore, ed è giunto alla quinta edizione. Non solo, la sua storia è diventata uno spettacolo teatrale che sta portando in giro per l’Italia.

Tutto questo l’ha portata all’attenzione del Presidente Napolitano, e pochi giorni fa si è vista recapitare a casa una lettera dal Quirinale, indirizzata al Cavaliere Antonella Ferrari. In questa intervista ci racconta le sensazioni che sta vivendo.

Antonella: Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Te l’aspettavi? Che emozioni ti ha dato?
«Sicuramente non me l’aspettavo. Avevo saputo dell’interessamento da parte della Presidenza, poi qualche mese fa mi è arrivata la notizia informale della nomina e di recente ho ricevuto la conferma con una nota ufficiale. Mi ha fatto uno strano effetto leggere sulla lettera “al Cavaliere…”. Sono ovviamente molto contenta, anche perché è un riconoscimento legato al mio impegno sociale e al mio libro (ndr Più forte del destino), il che mi ha fatto doppiamente piacere».

Più forte del destino è diventato uno spettacolo teatrale. Come sta andando?
«Ho debuttato a luglio al Festival Teatrale di Asti e ho subito ricevuto tanti complimenti e commenti positivi. Ho sentito subito tantissimo amore intorno. Devo dire che lo spettacolo parla di sclerosi multipla, di disabilità, di me,  ma affronta l’argomento con diverse emozioni: ironia, riso a tratti, rabbia. Il messaggio alla fine è positivo, credo sia per questo che è tanto piaciuto».

Hai incontrato tante persone con SM ai tuoi spettacoli?
«Moltissime. Ma sono venuti anche diversi medici. In particolare ricordo una ragazza diagnosticata da poco, di appena 16 anni. Ero andata a parlare nella sua scuola, poi è venuta a vedere lo spettacolo e mi ha scritto in seguito, dicendo che tiene il mio libro sul comodino e nei momenti bui lo apre per tirarsi un po’ su. Queste sono le cose che ti fanno andare avanti, che ti ripagano di tutti gli sforzi fatti».

Anche noi ringraziamo Antonella per il suo impegno continuo al fianco delle persone con SM, per il fatto di esporsi in prima persona con coraggio e generosità.

Un abbraccio da tutta l'Associazione!

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