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Sclerosi multipla: come si riconosce una ricaduta. Una nuova video guida da AISM

20/10/2015

La serie di tutorial per conoscere meglio la SM prosegue con un focus sulle ricadute, chiamate anche attacchi, poussé, recidive. Come riconoscerle, in cosa consistono, quanto durano, come si affrontano.

 

 

Quando si riceve la diagnosi di sclerosi multipla, ci si imbatte in alcuni nuovi concetti. Uno è quello di ricaduta. Una definizione corrente di ricaduta è: l’apparire acuto o sub-acuto di un’anormalità neurologica della durata di 24 ore, in assenza di febbre e infezioni. Che significa: un peggioramento delle condizioni della persona, con l’acutizzazione di sintomi esistenti o la comparsa di nuovi, dovuta alla SM e non a condizioni diverse (come l’influenza). Per quanto possa sembrare semplice e chiaro in teoria, soprattutto nei primi tempi non è così immediato riconoscerla. Capita, per esempio, di confondere una ricaduta con il malessere dovuto a uno stato febbrile. La ricaduta è un momento difficile del percorso di una persona con SM, e benché non sia un’emergenza medica né un pericolo per la vita, può provocare stress, insicurezze, disagi, oltre ovviamente ai sintomi.
Questa nuova video guida realizzata da AISM illustra le caratteristiche della ricaduta dovuta alla SM, come si manifesta, quanto dura, in cosa consiste, come si può gestire.

 

"Come riconoscere una ricaduta" è la quinta di una serie di guide realizzate da AISM sui temi più sentiti dalle persone con SM. Conoscere la sclerosi multipla è il primo fondamentale passo per andare oltre questa patologia e vivere una vita piena.

 

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