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Sclerosi multipla: comprendere i disturbi cognitivi

18/11/2014

Una nuova video guida realizzata da AISM affronta questo tema che riguarda circa metà delle persone con SM. Per approfondire vi riproponiamo un bell'articolo pubblicato su MS in focus 4. Buona lettura!

 

 

Le funzioni cognitive includono la capacità di:

• Focalizzare, mantenere e dedicare attenzione

• Acquisire e conservare informazioni

• Pianificare, portare avanti e monitorare le proprieattività

• Pensare, ragionare e risolvere i problemi

• Capire e utilizzare il linguaggio

• Riconoscere gli oggetti, assemblare le cose evalutare le distanze

Queste capacità si sviluppano in modo soggettivo. Ciascuno di noi ha i propri punti di forza e di debolezza in campo cognitivo.

 

Quanto il danno cognitivo è tipico nella SM?
I deficit cognitivi non rappresentano i sintomi più tipici della SM. Infatti il danno cognitivo grave, che rende difficile la gestione quotidiana della malattia, viene segnalato nel 10 per cento delle persone con SM, mentre il 40-50 per cento sperimenta disturbi da lievi a moderati. Ciò significa che circa la metà delle persone con diagnosi di SM non ha mai avuto esperienza di danno cognitivo. Anche il danno cognitivo lieve può richiedere un cambiamento nella routine e nelle abitudini. Per esempio, affrontare il lavoro può significare uno sforzo ulteriore e richiedere l’utilizzo di ausili o tecniche di supporto. Se i deficit cognitivi non sono identificati in maniera adeguata possono diventare una causa di stress e di incomprensione sul lavoro e a casa. Dovrebbero perciò essere riconosciuti prima possibile, in modo tale da prendere provvedimenti per semplificare la situazione.

 

Che tipo di danno cognitivo viene associato alla SM?
Tra i disturbi legati alla memoria i più comuni sono: la difficoltà a ricordare gli eventi recenti e le attività programmate o necessarie. Alcune persone con SM riferiscono maggiore lentezza e fatica nel trovare oggetti fuori posto e nel ricordare nuove informazioni. Alcuni hanno difficoltà a concentrarsi per lunghi periodi di tempo o hanno problemi nel tenere traccia di cosa stanno facendo o dicendo, per esempio se distratti o interrotti nel portare avanti una conversazione dal televisore o dalla radio. La maggior parte delle persone che soffre di questi disturbi descrive una sensazione di impotenza, caratterizzata dalla fatica ad agire altrettanto rapidamente di prima della comparsa della SM. Alcuni hanno difficoltà nel pianificare e nel risolvere iproblemi. Persone con questo tipo di difficoltà solitamente sanno cosa va fatto, ma non riescono a decidere da dove cominciare o come elaborare le mosse necessarie per raggiungere lo scopo. Le persone con SM possono anche mostrare difficoltà nel trovare le parole, provando la tipica sensazione di avere un termine “sulla punta della lingua”. Si conosce il termine, ma non si riesce a trovarlo. La SM può portare ad altri tipi di disturbi cognitivi. Uno studio ben noto riferiva che le capacità visive e spaziali delle persone con SM si deteriorano nel19% dei casi. Tuttavia, è raro che nella SM si verifichi un grave decadimento cognitivo o la comparsa di demenza, caratteristica della malattia di Alzheimer.

 

I deficit cognitivi sono prevedibili e progrediscono?
Non è possibile prevedere da altri sintomi della SM se una persona soffrirà di un danno cognitivo o meno. I disturbi cognitivi non sembrano essere collegati chiaramente a variabili della malattia quali la durata, la gravità o il decorso. I deficit cognitivi possono essere presenti durante le fasi iniziali della malattia, così come più tardi nei pazienti mediamente o gravemente disabili. I danni cognitivi non presentano collegamenti noti a nessun singolo sintomo fisico della SM. Tuttavia, a volte, la disartria (parola articolata con fatica), l’atassia (problemi di coordinazione) o il nistagmo (rapidi einvolontari movimenti degli occhi) possono essere falsamente interpretati come segni di danno cognitivo. È stato riscontrato che i deficit cognitivi sono più comuni in persone con lesioni nel cervello piuttosto che nel cervelletto, nel tronco encefalico e nel midollo spinale. Sfortunatamente, esistono scarse informazioni sulla progressione del danno cognitivo nella SM. È stato riscontrato che la performance cognitiva può variare anche durante brevi periodi di follow-up. Studi recenti mostrano che se una persona soffre di deficit cognitivi, il peggioramento è possibile, sebbene il grado di progressione sia solitamente lento.

 

Speciale Disturbi cognitivi

 

I problemi cognitivi sono permanenti?
Mentre le lesioni cerebrali possono sfociare in deficit cognitivi permanenti, una quantità di fattori può temporaneamente interferire o danneggiare la capacità cognitiva. Questi fattori includono la fatica e la stanchezza, lo stato emotivo, le ricadute della SM, le difficoltà fisiche (che possono richiedere uno sforzo aggiuntivo), le cure e le modifiche dello stile di vita derivate, per esempio, dall’abbandono del lavoro e di attività stimolanti dal punto di vista intellettuale. Vivere con una malattia cronica, progressiva e imprevedibile influenza inevitabilmente l’umore. Quando si è depressi o ci si sente giù, è possibile provare vuoti di memoria o avere problemi a concentrarsi. Di solito queste difficoltà non durano a lungo. Molte persone con SM riferiscono di deficit cognitivi durante periodi di affaticamento: studi recenti hanno mostrato che la performance cognitiva può essere rallentata, o essere meno prestante, quando la persona è affaticata. Difficoltà cognitive temporanee possono anche verificarsi durante le ricadute. Così come per i sintomi fisici, i disturbi cognitivi possono essere confinati alle fasi infiammatorie attive della malattia. Il funzionamento cognitivo può essere intaccato da diversi fattori, pertanto non è in genere appropriato valutare la funzione cognitiva se la persona attraversa una condizione di depressione, una ricaduta o uno stresseccessivo.

 

La valutazione dei problemi cognitivi
Anche lievi danni cognitivi possono causare senso di incertezza o paura. È importante sapere che questi sintomi, proprio come i problemi vescicali o le difficoltà a camminare, sono parte della malattia e che, con opportune strategie, possono essere integrati nella vita quotidiana. Poiché l’informazione realistica può aiutare una persona ad affrontare una nuova situazione, è importante che chiunque abbia una diagnosi di SM riceva indicazioni sul danno cognitivo. I deficit cognitivi vengono valutati dal punto di vista neuropsicologico per mezzo di test e un’intervista dettagliata. Lo scopo della valutazione neuropsicologica è controllare individualmente la gravità e le caratteristiche del danno cognitivo. Inoltre, possono essere identificate le capacità cognitive dell’individuo e suggerite le strategie per alleviare gli effetti dei deficit. Non tutti richiedono necessariamente una valutazione neuropsicologica. Molte personesono in grado di identificare da sole gli ambiti specifici che stanno causando problemi ed elaborare utili strategie. La valutazione neuropsicologica è importante nel valutare la capacità lavorativa, le possibilità di una rieducazione o la capacità di condurre l’automobile. Inoltre, una valutazione dovrebbe essere fatta se il danno cognitivo interferisce in maniera costante con le attività quotidiane della persona e con le relazioni sociali.

 

Il ruolo del test neuropsicologico nella ricerca
La valutazione neuropsicologica è stata utilizzata a scopo di studio per stimare la frequenza, le caratteristiche e la storia naturale del dannocognitivo, come pure la sua relazione con altrevariabili della malattia. Gli studi sul funzionamentocognitivo nella SM sono stati in grado di mostraregli effetti del danno sull’attività lavorativa, sullacapacità di condurre l’auto, sull’indipendenzapersonale, eccetera. Molti studi recenti hannovalutato l’efficacia di diverse cure e di alcuni metodiriabilitativi sui deficit cognitivi connessi con la SM rendendo possibile lo sviluppo di strategie per superarli.

 

Paivi Hamalainen, Psicologo, Masku Neurological Rehabilitation Centre, Masku, Finlandia
Pubblicato su MS in focus 4 (2004), numero dedicato interamente agli aspetti amotivi e cognitivi legati alla SM.

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