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«Per mesi mi sono rintanata nel buio e nella rabbia. Poi sono tornata a costruire il mio futuro»

11/09/2015

Su SM Italia 4/2015 l'intervista a Annarita Adduci, psicoterapeuta e persona con SM, che ci racconta la sua esperienza oltre la malattia

Annarita Adduci, psicoterapeuta, si è occupata per 15 anni di sostegno psicologico a bambini operati di tumore e ai loro genitori. Lavora in un IRCCS e fino al 2013 ha insegnato all’Università di Torino. È madre di Jacopo e Virginia. E ha la sclerosi multipla, diagnosticata nel 1996: «Stavo finendo l’Università, una mattina mi sono svegliata e non ci vedevo quasi più. Dopo un ricovero d’urgenza, la diagnosi. Per sei mesi mi sono rintanata nel buio e nella rabbia. Ho chiesto ad Alberto, mio fidanzato e compagno di studi, di andarsene libero, di non legarsi a me. E ho pensato di lasciare l’Università. Avevo già iniziato la tesi di laurea e ho telefonato alla relatrice per dirle che volevo rinunciare».

 

Ma alla fine si è laureata.
«La mia relatrice mi ha invitato a casa sua per parlarne meglio. Ci sono andata e mi ha aperto la porta il figlio, Jacopo, un bimbo bello e forte. Poi è arrivata la sua sorellina Virginia, un concentrato di altrettanta luce e calore. C’erano tutti i loro amichetti. La prof mi aveva ‘preparato’ un gruppo di controllo con cui validare il test che stavo preparando per la tesi. Rientrando, quella sera mi sono detta che anch’io avrei avuto due figli come Jacopo e Virginia, che avremmo vissuto in una casa come quella e che avrei fatto quel lavoro. Da quel giorno sono tornata a costruire il mio futuro, anche grazie all’amore della mia famiglia e di chi in quei mesi aveva pazientemente atteso il mio ‘ritorno’».

 

E poi?
«Poi la vita di prima, fino al 1999. In quell’anno ho avuto una ricaduta grave e le parole del medico ci hanno spaventato: «Se la malattia va avanti in modo così aggressivo tra cinque anni lei sarà in carrozzina». In quel momento abbiamo scelto di accelerare: in pochi mesi mi sono laureata, Alberto ha trovato lavoro, abbiamo preparato la nostra casa e ci siamo sposati».

 

L'intervista completa è pubblicata su SM Italia 4/2015, sfogliabile online o scaricabile in versione pdf dal link in fondo a questa pagina. Buona lettura!

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SM Italia 4/2015

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