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App e disabilità: ecco alcune delle soluzioni più innovative

19/06/2013

 PC

 

Con l'ascesa di smartphone e tablet si aprono scenari nuovi per le persone con disabilità. Se il cellulare è connesso a internet la vità può essere più semplice. L'inchiesta su SM Italia 3/2013 

 

La rivoluzione è mobile, e viaggia sulle app. Mobile come può esserlo un cellulare con connessione internet, e app come le migliaia di applicazioni che ogni anno sono create appositamente per smartphone e tablet. Un mondo in tumultuosa crescita, che sta portando benefici e nuove opportunità di comunicazione alle persone con disabilità.

 

Ad esempio: chi l’avrebbe detto che Tommy Edison, 14mila followers sul social network di fotografia Flickr e 200 foto pubblicate, è cieco, e per giunta dalla nascita? Edison ogni giorno scatta una foto col suo cellulare, la modifica con i filtri di Instagram, l’applicazione per smartphone che permette di condividere foto con gli amici, detta la didascalia attraverso le funzioni di riconoscimento vocale del suo smartphone, e infine mette tutto in rete. Il risultato è un dialogo costante con il pubblico che ha portato Edison ad aprire un canale video su youtube da 5milioni e mezzo di visualizzazioni. Qualcosa di impensabile prima dell’arrivo di smartphone e app in grado di agevolare la vita delle persone disabili. Il riconoscimento vocale è solo un esempio tra i più importanti delle potenzialità del web mobile, e per giunta è ormai sempre più integrato nella dotazione standard dei telefoni.

 

Ma c’è di più: sono ormai decine le app sociali che ogni giorno rendono più facile la vita a persone non vedenti, con difficoltà di deambulazione e altre disabilità. Un ecosistema in costante crescita che punta a soddisfare i bisogno di una platea, quella dei disabili, che in Italia conta su 3 milioni di persone, il 5% della popolazione totale. I dati parlano. Il rapporto Mercati Digitali Consumer e Nuova Internet realizzato dall’Osservatorio SMAU – School of Management del Politecnico di Milano, ipotizza per il 2015 un totale di 50 milioni di dispositivi portatili connessi a internet sul territorio italiano. Quasi uno per ogni abitante della penisola. Per il momento, aspettando quel traguardo, bisogna accontentarsi di numeri comunque importanti: nel 2012 sul mercato italiano erano presenti 32 milioni di smartphone, 2 milioni e mezzo di internet tv e quasi 3 milioni di tablet. E le previsioni di vendita per il 2013 non danno segnali di flessione.

 

 

Nonostante la crisi stia piegando tutto il mercato dell’informatica, tablet e cellulari di ultima generazione non sembrano risentire dalla congiuntura economica. Rispetto al 2011 la crescita delle vendite è stata del 52%, mentre tutte le ricerche dicono che ormai il cellulare connesso a internet sta diventando indispensabile. Ogni proprietario di smartphone possiede in media 19 applicazioni di cui 7 usate con frequenza e 4 acquistate nei vari mercati virtuali (market) dei sistemi operativi. Visto il boom era normale apparissero app pensate per rendere più facile la vita delle persone disabili, e così è stato.

 

Henable Ztl
Un esempio di successo in grado di imporsi poco a poco sul mercato è Henable Ztl, un’applicazione per cellulari Apple e Android che permette di comunicare all’amministrazione comunale il transito nelle zone a traffico limitato (ztl), in tempo reale e in maniera automatizzata. Un’applicazione nata pensando ai disabili (il motto di Henable è ‘digitalmenteabili’) ma che pian piano si è estesa ad altre categorie di utenti, e che nel corso del tempo è stata modificata per adattarla alle esigenze burocratiche dei vari comuni. Un modo per trasferire il carico burocratico dall’automobilista all’app, che provvede ad interfacciarsi con l’amministrazione. Fino a questo momento sono stati quasi 800 i download dell’app, in vendita in abbonamento annuale a 3 euro e 59 centesimi. A guidare il team di informatici che ha sviluppato l’app c’è Ferdinando Acerbi, 47enne che nel 2004 ha subito un incidente subacqueo che lo ha paralizzato dalla vita in giù. Dopo un’intensa riabilitazione Ferdinando è tornato a camminare con l’aiuto di un ausilio, e ora ha deciso di lanciarsi «in un progetto che vogliamo far crescere fino a creare una comunità di utenti in grado di decidere in autonomia di quali app ha bisogno, e magari se ci sono i numeri di autofinanziarsele. Quello che ci piacerebbe vedere è un movimento capace di togliere dall’ombra una parte di società fornendole la possibilità di gestire i propri bisogni attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e a costi limiti/accessibili». Entro fine maggio, annuncia Acerbi, Henable lancerà una piattaforma per votare via web le idee da trasformare in applicazioni per rendere più facile la vita alle persone con disabilità: «Chi meglio dei diretti interessati sa cosa può essere utile per la vita di tutti i giorni?».

 

Ariadne
C’è poi il caso di Ariadne, applicazione creata da Giovanni Luca Ciaffoni a fine 2011 che ha avuto migliaia di download e può contare su una comunità di utenti di centinaia di persone. Ariadne è un’app che combina web, gps e sintesi vocale per offrire la possibilità di conoscere in qualunque momento la propria posizione e di monitorarla mentre si cammina, con informazioni in tempo reale su numeri civici e vie. Ariadne dà all’utente anche la possibilità di memorizzare dei punti di riferimento preferiti e di poter essere avvisati. Ad esempio in treno o in autobus si sarà avvisati con un suono, una vibrazione o una voce digitale che informerà il non vedente dell’avvicinarsi del luogo inserito tra i ‘preferiti’.

 

Virginia
Ci sono poi le app che aiutano chi non riesce ad esprimersi. Virginia è il nome di un’applicazione per smartphone Android realizzata da Carmelo Cisano, Laura Mongiò e Luciano Quercia. «L’app è molto semplice – spiega Cisano –. Con un sistema di tabelle è possibile trasformare in voce una serie di richieste e frasi semplici. In tutto le combinazioni sono 216 e accessibili in pochi click. L’app l’abbiamo pensata per chi non riesce ad esprimersi, magari temporaneamente perché colpito da un ictus. L’abbiamo testata con persone con disabilità e si sono trovate bene, alcuni ci hanno dato consigli importanti».

 

Help Talk
Simile per funzionalità a Virginia è Help Talk, app pensata per disabili o per chi ha difficoltà con la lingua, ad esempio chi è appena arrivato in Italia. Altra funzionalità di Help Talk quella della geolocalizzazione. Nei casi in cui un utente soffra di qualsiasi forma di patologia che incida sul suo stato di orientamento (Alzheimer, Parkinson, demenza), l’app dà ai parenti la possibilità di rintracciarlo mandando un sms.

 

Movie Reading
A lanciarsi in un’avventura imprenditoriale è stato Carlo Caffarella, creatore di Movie Reading, app brevettata che pensa in grande e consente di leggere i sottotitoli al cinema con un cellulare ma anche con i nuovi occhiali intelligenti capaci di interfacciarsi col web. Come già successo con Henable Ztl, l’applicazione per smartphone è stata pensata per un pubblico con disabilità, in questo caso i non udenti, ma può essere utile a chi al cinema vuole avere i sottotitoli nella propria lingua. «L’app è molto semplice – spiega Caffarella - Si scarica gratuitamente l’applicativo e prima di entrare al cinema si compra il set di sottotitoli relativo al film che si vuole vedere». Il cellulare penserà poi in automatico a sincronizzare i sottotitoli con l’ambiente sonoro della sala, senza interventi da parte dell’utente. Lo staff di Movie Reading mette a disposizione sul proprio sito almeno 8 set di sottotitoli al mese, solitamente i film con una grande distribuzione. «Ultimamente abbiamo iniziato ad offrire set gratuiti per scopi promozionali» spiega Caffarella, che però lamenta un scarsissimo interesse da parte delle istituzioni. «Nessuno si è fatto avanti, abbiamo vinto dei concorsi ma senza premi e le istituzioni pur tra mille apprezzamenti non ci hanno dato il patrocinio. Eppure la nostra app sta dando la possibilità a centinaia di persone non udenti di andare al cinema, e potrebbe avere sviluppi anche turistici non indifferenti…». Nonostante la crisi che sta mettendo in ginocchio molti cinema, la catena The Space in alcune grandi città ha deciso di mettere gratuitamente a disposizione di chi ne fa richiesta dei tablet con Movie Reading installato, mentre i cinema del circuito Uci scontano il prezzo del biglietto della somma relativa all’acquisto dei sottotitoli.

 

Come Movie Reading, tutte le app scaricabili dai market virtuali di Apple e Google Play hanno una propria pagina web che dà ai lettori la possibilità di lasciare un commento e il proprio voto (da una a cinque stelline), positivo o negativo che sia. Un modo come un altro per spingere gli sviluppatori verso continui miglioramenti del prodotto, e d’altro canto una possibilità - per chi deve decidere l’acquisto - di valutare preventivamente la bontà dell’applicazione. Per tutte le app c’è però l’annoso problema della compatibilità. Non sempre infatti sono state pensate per le varie piattaforme cellulari presenti sul mercato. Di solito gli utenti Windows e Blackberry sono i più penalizzati anche se alcuni sviluppatori (come quelli di Henable ztl) promettono nel prossimo futuro l’arrivo di versioni ad hoc.

 

Liberi di muoversi
Poi ci sono le app che mettono a disposizione spazi virtuali dove segnalare problemi: è il caso di ‘Liberi di muoversi’, sulla cui mappa si possono inserire segnalazioni utili per chi ha difficoltà di movimento e ha bisogno di sapere in anticipo se il locale dove vuole andare o la strada che vuole percorrere è accessibile.

 

Easyway
Più strutturata ma ancora in fase di rodaggio Easyway, sviluppata da Fondazione Vodafone con la collaborazione di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Mancano ancora molte informazioni necessarie per rendere utile l’utilizzo dell’applicazione, ma l’app è stata lanciata da poco e le segnalazioni stanno crescendo col tempo.

 

Mauro Sarti e Giovanni Stinco