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SM Italia 3/2015

08/07/2015

News, interviste, approfondimenti, inchieste. Come sempre ricca di contenuti, la rivista è scaricabile in versione pdf e sfogliabile online. L'editoriale di Mario Alberto Battaglia

 

 

È disponibile il terzo numero della rivista SM Italia del 2015. Come sempre ricca di contenuti utili e interessanti, presenta tante notizie sulla SM (sintomi rari, riabilitazione, la ricerca), passi avanti sul fronte sei diritti, come succede riguardo ai PDTA. All'inchiesta sul turismo accessibile e gli aggiornamenti sul progetto Europe Without Barriers fa da corollario l'editoriale del giornalista Simone Fanti.
Ma ci sono anche interviste, come quella al giornalista Beppe Severgnini, e la lettera che pubblichiamo anche sul blog Giovanioltrelasm. Grande attenzione al tema dei diritti e delle attività che li rendono fatti concreti, reali. È successo recentemente con il Jobs Act, che grazie all'azione di AISM include la possibilità di scegliere il part time per persone colpite da patologia croniche ingravescenti. Si tratta del primo importante risultato del percorso segnato dell'Agenda della SM 2020, e Mario Alberto Battaglia gli dedica l'editoriale di questo numero. Lo potete leggere qui sotto.

 

Un insegnante con SM, dopo avere ottenuto regolarmente l’incarico annuale in una città del nord Italia, non ha mai potuto nemmeno entrare in classe. Lo hanno parcheggiato con la sua carrozzina in segreteria fino a quando, esasperato, non si è ammalato: sinora non ha mai percepito neanche un giorno di stipendio e ha dovuto ridurre anche le cure sintomatiche e le attività in piscina perché non poteva più permettersele. In un’altra città del nord Italia, un uomo con SM, in carrozzina, ha vinto regolarmente un concorso per l’assunzione: gli hanno mandato copia del contratto di 6 mesi.


Dopo la visita di idoneità, però, nessuno si è fatto più sentire: due mesi dopo gli è arrivata per posta la revoca della precedente lettera di assunzione. Nel 2013, altre 5.538 persone con disabilità sono state licenziate. I disabili iscritti alle liste di collocamento erano 676.775 e solo 18.295 sono stati avviati al lavoro. E il paradosso è che per le persone con disabilità rimangono disponibili almeno 40.000 posti di lavoro non occupati.


È questa Italia che ci spinge ad alzare ancora di più la nostra voce, a fare sentire forte a tutti la voglia e il diritto delle persone con SM ad avere il lavoro che meritano e possono svolgere. Lo scorso 21 maggio a Roma in Senato AISM ha presentato ufficialmente alle istituzioni l’Agenda 2020 della Sclerosi Multipla. E proprio in questi mesi, con i Decreti  attuativi del Jobs Act, sono entrate in vigore nuove normative volte a favorire l’integrazione lavorativa di tante giovani persone con SM. La principale di queste è chiamata dagli addetti ai lavori e dalle altre associazioni “la norma dell’AISM”. 


Essa è frutto fondamentalmente del lavoro di lobby dell’AISM con l’impegno congiunto di AISM, del sindacato CISL e di molti parlamentari: le persone con SM hanno ora diritto a chiedere il passaggio al part time anche temporaneamente per motivi legati alla SM. Ovviamente abbiamo lavorato per tutti e non solo per noi e nei Decreti attuativi del Jobs Act viene introdotto il part-time per tutte le patologie croniche e ingravescenti. Nei decreti si prevede anche la possibilità per le aziende di rispettare gli obblighi di assunzione delle persone con disabilità ricorrendo alla chiamata nominativa. Questa opportunità, che era già riservata ad alcuni datori di lavoro (fra i quali i sindacati e le aziende fra i 15 e i 35 dipendenti) dovrebbe aumentare le possibilità di essere chiamati in azienda ed è stata voluta dall’Osservatorio permanente sull’attuazione della Convenzione ONU, ai cui tavoli anche noi di AISM siamo presenti e attivi.


Da adesso le leggi ci sono e noi sappiamo che «insieme siamo più forti della sclerosi multipla», ma spetta ora a ciascuno fare in modo che queste nuove conquiste non restino sulla carta e far sì che la realtà quotidiana, nel lavoro ma non solo, cambi davvero.