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Testamento: per 8 italiani su 10 è ancora tabù

06/06/2013

 

7 grandi organizzazioni, tra cui AISM, lanciano una campagna di informazione sui lasciti solidali. Per raccontare il valore di un gesto d'amore, che aiuta chi ne ha bisogno

 

Un “cambiamento culturale” per superare i tabù e le barriere psicologiche, per pensare al lascito solidale come ad un gesto che può cambiare la vita delle persone che hanno più bisogno in Italia e nel mondo. È questo l’obiettivo di Testamento Solidale, la prima grande campagna di informazione congiunta lanciata da 7 grandi organizzazioni - Action Aid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e UNICEF - con la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato. L'iniziativa parte oggi - mercoledì 5 giugno 2013 - con un sito www.testamentosolidale.org e una guida informativa.  

 

«Tutto è nato con una conversazione tra noi e Rossano Bartoli, Segretario Generale Lega del Filo d’Oro, un sogno nel cassetto che oggi è diventato realtà - dice Antonella Moretti, Direttore Generale AISM - AISM già da molti anni attraverso la Settimana Nazionale dei lasciti, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato, promuove la cultura del testamento.  Insieme ai nostri Volontari e ai Notai organizziamo in oltre 30 città italiane incontri aperti ai cittadini per diffondere la cultura e la conoscenza dell’importanza di fare testamento. L'evento di oggi quindi è il coronamento di un lungo percorso e pone le premesse per poter far veramente cultura su questo tema». 

 

Fare un lascito solidale ad associazioni riconosciute come Action Aid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e UNICEF significa garantire cibo, salute e istruzione a milioni di bambini. Vuol dire aiutare le persone con disabilità ad integrarsi al meglio nei territori in cui vivono, fornendo servizi socio-sanitari adeguati e sostenere la ricerca scientifica contro malattie come la leucemia e la sclerosi multipla. Ma significa anche lasciare un segno di noi e dei nostri valori quando non ci saremo. Il tutto attraverso un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento e senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari. E senza che siano necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo lascito può fare la differenza.

 

Secondo un’indagine quali-quantitativa realizzata da GFK Eurisko per il network di associazioni che promuove la campagna Testamento solidale, 8 italiani su 10 non hanno mai pensato di fare testamento e 6 su 10 escludono di farlo. Il 21% non ha mai valutato l’idea, ma “potrebbe pensarci su”. Soltanto l’8% del campione (circa 1,5 milioni di italiani) ha fatto testamento, mentre il 5% è intenzionato a farlo e il 6% ci ha pensato ma è ancora incerto se farlo oppure no. Lo studio conferma una propensione bassa al testamento da parte degli italiani, di gran lunga inferiore a quella di altri Paesi, ad esempio quelli anglosassoni: in Gran Bretagna la propensione si attesta intorno all’80%, negli USA al 50%.

 

La campagna Testamento solidale ha lo scopo di informare e sensibilizzare sull’importanza di un gesto che può fare la differenza nella vita delle persone che hanno più bisogno. Tanti non sono a conoscenza, o hanno informazioni sbagliate su questo istituto, molti non sanno a chi rivolgersi oppure temono che una richiesta di informazioni possa vincolarli ad un impegno. Per questo promuovere la cultura della solidarietà testamentaria in Italia, significa anche fare cultura sulla possibilità che tutti abbiamo di fare qualcosa per aiutare gli altri.

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