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E.g., 29/09/2022
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Il nostro abbraccio a Piero Angela, un vero amico di AISM

È mancato oggi Piero Angela, che è stato a lungo compagno di viaggio di AISM, della vera informazione scientifica, del desiderio di vita oltre ogni malattia. Il ricordo di Mario A. Battaglia, Presidente FISM e suo amico di lunga data: «Grazie Piero, da parte di tutti noi. Continueremo a imparare da te i percorsi per la cittadinanza scientifica di tutti».

13/08/2022

 

La sua vita è stato un lungo, affascinante viaggio.

Oggi, a 93 anni, Piero Angela è arrivato a un traguardo che, nei desideri di tutti noi dell’AISM, apre nuovi orizzonti, che noi non vediamo, ma lui sì. È stato amico vero di AISM, delle conquiste dalla ricerca e della medicina, della vita oltre la sclerosi multipla, come ci ha raccontato lui stesso in una lunga intervista che ci ha regalato nel 2018, nei nostri 50 anni – che erano anche i suoi 90 -: « Da piccolo – ci ha raccontato -sono nato prima degli antibiotici, ho avuto una polmonite doppia, dalla quale probabilmente sono uscito… grazie ai tratti genetici “forti” che mi hanno trasmesso i miei genitori. Allora morivano per malattia moltissimi bambini, oggi la medicina e le tecnologie garantiscono a tantissime persone una lunga vita. Consentono di salvare tantissime persone e di curare, sia pure entro certi limiti, anche malattie come la sclerosi multipla, che a oggi non può essere guarita ma almeno ‘legata’ per certi suoi aspetti».

 

 

Nato a Torino il 22 dicembre 1928, figlio di un medico psichiatra che durante la guerra ha rischiato la propria stessa vita per salvare amici di origine ebraica, ha condiviso con tutti gli italiani e anche con noi di AISM il suo «lungo viaggio di storie vissute» con il parlare semplice, con la sua capacità di approfondire la scienza e i fatti, con le sue trasmissioni e i suoi libri.

 

Il Presidente FISM Mario A. Battaglia, che è stato amico di Piero Angela fin da quando, come ricordava lo stesso Piero, andarono insieme a Sanremo, con Rita Levi Montalcini, a «promuovere insieme una raccolta di fondi per la ricerca sulla sclerosi multipla», lo ricorda così: ««Oggi si parla di “cittadinanza scientifica”, per avvicinare le persone alla scienza, per fare capire e per fare condividere percorsi che possono dare risposte, per rendere le persone, tutte, protagoniste del pensiero e del progresso scientifico. Anche chi di noi deve fare capire una malattia come la sclerosi multipla, l’importanza della ricerca, i risultati raggiunti, sa quanto sia importante usare un metodo e un linguaggio  che arrivi alla mente, alla curiosità e alla voglia di capire, alla capacità di rendere concreta e applicabile la conoscenza scientifica a se stessi. Da quando ero un ragazzo ho ammirato il Maestro nella comunicazione scientifica, il vero e unico Maestro  che raggiungeva tutti attraverso i media, e per primo e sempre meglio di tutti ha creduto nel percorso di “cittadinanza scientifica”. Per questo  dicevo agli altri volontari dell’AISM: “dobbiamo parlare come Piero Angela”».Il mio ricordo personale e commosso, nei 30 anni scorsi, va a tutte le occasioni in cui ho avuto la possibilità di essere a tu per tu con lui per comunicare la sclerosi multipla e fare tesoro dei suoi consigli. Quel lontano 1992 abbiamo trascorso un intero pomeriggio a Sanremo per preparare il suo intervento alla serata del Festival durante il quale ha spiegato al pubblico la malattia e la ricerca. Mi ha fatto parlare per un paio di ore chiedendo dettagli per poi sintetizzare il suo intervento semplice, chiaro, che arrivava dritto all’ascoltatore, ed intervallavamo la conversazione con suoi pensieri, ricordi e lezioni di vita e ha voluto, memore della sua infanzia e del viaggio con suo padre a Sanremo,  che andassimo insieme a mangiare la farinata. E non dimentico gli incontri insieme a Rita Levi Montalcini, a Umberto Veronesi, fino ad arrivare all’incontro a casa sua due anni fa poco prima che andasse per AISM a parlare da Bruno Vespa di quanto sia importante la ricerca e la disponibilità di servizi sanitari e sociali nella sfida delle giovani donne con SM per essere comunque, andando oltre la SM, mamme con i loro bambini. Grazie Piero da parte di tutti noi».

 

 

 

Piero Angela è stato probabilmente l’inventore della divulgazione scientifica ‘popolare’ nella televisione italiana, con i primi programmi di racconto della scienza negli anni ’70 e poi con la nascita di Quark, nel 1981.

Nel 1989 fu tra i fondatori del Cicap, l'associazione per il controllo sulle pseudoscienze. Come ci ha ricordato lui stesso nell’intervista del 2008, ha combattuto tutta la vita «le “fake news”: sono velenose, pericolose, vere e proprie calunnie che puntano sul potere di diffusione del web. E rimangono a lungo nella memoria collettiva, specie di quelli che si informano poco. Quando poi si tratta di cure mediche … l’informazione falsa si diffonde in un attimo ed è difficile contrastarla, anche perché spesso si fa intervenire il complottismo, altra malattia delle fake: “non ve la raccontano giusta, non ve l’hanno detto, ma le cose stanno così”».

 

In fondo, Piero Angela è ancora al nostro fianco in questa che è anche una delle battaglie dell’Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025, che indica tra le azioni prioritarie cui tutti possiao contribuire il «contrasto alla disinformazione, alle fake news, a messaggi sensazionalistici, al linguaggio violento e non rispettoso della dignità».

 

Di due cose abbiamo bisogno, per vivere: della verità e dell’amore, dell’amicizia, della possibilità di non trovarci da soli ad affrontare i nostri problemi.

Lo stesso Piero Angela, che combatteva da molto con la malattia, ci aveva confidato: «quando una persona si ammala ha bisogno non solo di cure, ma di consolazione, di avere speranza, di fidarsi della persona che si occupa davvero di lui. Nella malattia non c’è solo il dolore fisico, ma c’è la sofferenza, che non si cura con i farmaci, ma con le parole. Quando si precipita nel burrone, c’è una necessità assoluta di trovare anche pochi fili d’erba cui attaccarsi. Quando uno entra in un’associazione in cui anche le altre persone hanno il suo stesso problema, già si sente meno solo e più partecipe di una lotta comune, e questo aumenta un po’ il senso di sicurezza, permette di combattere meglio la malattia, sia da un punto di vista pratico che psicologico».

 

Anche per questo, ne siamo sicuri, il nostro viaggio insieme prosegue, oltre il tempo, dentro il tempo che continuerà a vedere germogliare i frutti di una vita come quella di Piero Angela.

Un abbraccio grande come tutto il movimento della sclerosi multipla l'accompagna oggi, Piero, ovunque tu stia andando. Come ci hai chiesto, continueremo anche noi a fare la nostra parte per questo nostro Paese.

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