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«Lavoriamo e sogniamo»: si conclude il Convegno Giovani AISM 2020

Nella giornata di oggi si è parlato di lavoro, dell’impegno di AISM nella ricerca di eccellenza e nell’affermazione dei diritti, dello stato dell’arte della ricerca e del futuro di cui vogliamo essere protagonisti: «non ci sarà un’energia atomica, né una pandemia che potrà fermare il nostro futuro. Le persone con SM non si fermano, noi giovani non ci fermiamo». 

29/11/2020

 

Cosa ci portiamo a casa? Ce lo chiediamo sempre, al termine di un appuntamento prezioso come il Convegno Giovani AISM. Questo è un anno particolare, perché il Convegno lo abbiamo seguito da casa. Ma andiamo via ugualmente diversi da questo appuntamento, proprio come gli anni scorsi.

 

Maria, una degli organizzatori, concludendo l’intensa mattinata di oggi, ha raccontato proprio alla fine, con un piccolo enorme colpo di scena, come l’incontro con gli altri giovani e con tutto quello che si impara al Convegno le ha cambiato la vita: «Andiamo tutti via con tante informazioni su chi siamo e su come si vive con la sclerosi multipla, emozioni e piccole certezze. Io per prima in questi anni sono diventata più forte, più consapevole. Da sette anni convivevo con le ricadute, il cambio di terapia, momenti bui. In tutti questi momenti mi sono resa conto che proprio l’incontro con AISM, con tanti di noi, le cose che ho sentito e fatte mie al Convegno mi hanno sostenuto tantissimo. E proprio quest’anno, durante il lock down, la malattia mi ha dato un po’ di tregua e sono rimasta incinta. Ora mi chiedo ogni giorno che mamma sarò per mio figlio, ma ho una certezza: so che saprò anche spiegargli con più tranquillità delle meravigliose persone che ho incontrato in questi anni. Grazie ad AISM, grazie al Convegno Giovanioltrelasm e grazie a tutti noi che ci siamo questa forza: uniti siamo più forti e la SM ci fa meno paura».

 

Quella di oggi  è stata la giornata dei messaggi, delle emozioni, ma anche delle informazioni, delle visioni che ci entrano negli occhi e ci cambiano il modo di guardare alla vita, alla realtà, al mondo.

 

Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali AISM, mentre parlava delle azioni  che AISM sta continuando a mettere in campo, anche in tempi di pandemia, per dare forza ai diritti di oggi delle persone con SM e continuare a costruire futuro per tutti ha confessato: «Sono entrato in AISM 27 anni fa e oggi posso dire che l’Associazione ci mantiene giovani. Allora ho trovato un’associazione per cui tutto era possibile e tutti eravamo sollecitati a mettere inn gioco tutta la nostra energia e creatività perché nulla era già scritto. Oggi, con tutti i cambiamenti che abbiamo attraversato e costruito sinora, è ancora così. In un mondo “VUCA”, un mondo fatto di volatilità, incertezza (uncertain), complessità e ambiguità siamo chiamati a vivere come in un oceano blu, dove i diritti non sono immobili e confinati in uno spazio che rimane definito, ma sempre in costruzione, dove siamo noi a potere decidere di andare, di creare noi i confini, ammesso che vi siano, e gli orizzonti in cui andare a operare. Come ha scritto Maurizio Maggiani, i nostri predecessori in questa storia erano tutta gente che sognava e lavorava. Questi siamo noi. Essere giovani è avere infinite possibilità davanti, non un percorso chiuso: in AISM possiamo decidere di essere gente che sogna mentre lavora. La nostra utopia non è non luogo ma i nostri diritti da conquistare ogni giorno».

 

Anche il Presidente FISM Mario A. Battaglia, volontario in AISM da quando 47 anni fa era un giovane studente di medicina, ha concluso il suo racconto sul lungo e visionario impegno dell’Associazione per sviluppare una ricerca scientifica di eccellenza, che dia risposte alla vita e alla salute delle persone anche adesso, nei tempi del Covid-19 dicendo, a se stesso e a tutti i giovani connessi: «La cosa importante, per tutti noi è sapere che la sclerosi multipla non è più quella di una volta SM e che potremo vivere la nostra vita fino in fondo. Scegliamo di vivere la nostra vita oltre la sclerosi multipla».

 

Andate oltre.

Andiamo oltre, come ci hanno detto tre grandi ricercatori, tutti vincitori del Premio Rita Levi Montalcini quando erano un po’ più giovani e ora sono leader nella ricerca sulla SM riconosciuti in tutto il mondo, Diego Centonze, Roberto Furlan e Marco Salvetti, che oggi ancora, con passione e competenza, ci hanno spiegato come funziona la ricerca, a che punto siamo con la ricerca sulle cause e sulle cure, quali sono i campi più carichi di novità per il futuro prossimo: «Questa è una comunità meravigliosa. Qui ogni giovane con SM sa che può scegliere di non diventare la propria condizione. Niente è precluso, niente è impossibile, non esiste piano di vita che va scartato perché è arrivata questa compagna di vita. Andate oltre, oltre la SM. Rispetto a tanti altri ragazzi voi “giovanioltrelasm” avete una marcia in più; a volte la sofferenza come insegna la storia paradossalmente fa arrivare guadagni e non solo perdite. Ed è importante AISM: tanti giovani hanno un’incredibile carica di energia, ma qui ogni singolo rivolo viene canalizzato in un grande fiume. Insieme siamo più forti».

 

L’ultima parola è per Francesco Vacca che ci ha salutato con un cartello: «In connessione con voi mi sento diversamente vintage».