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Non tutte le SM sono uguali. Ecco perché puoi venire a parlarci persona

26/11/2015

Nati nel 2013 per strutturare l'attività di supporto alle persone con SM, oggi sono 32 in tutta Italia. Cosa li differenzia da servizi simili? La relazione con la persona

Sportelli AISM


Oltre 10 mila richieste dal 2013 a oggi. È il bilancio dei primi due anni di attività degli sportelli nelle Sezioni AISM. La SM è una patologia complessa, non ne esiste una uguale all’altra, i bisogni sono variegati, inseriti in contesti diversi e variabili nel tempo. Con il risultato che chi cerca risposte rischia di sentirsi una pallina in un flipper, rimbalzato da un ente all’altro per ricevere risposte discordanti, incomplete, frammentate. Ecco perché è nato questo servizio.

 

«Ci eravamo resi conto che il supporto alle persone con SM, le attività di accoglienza, ascolto e informazione sui temi
più disparati quali diritti e welfare, patologia e terapie, riabilitazione, diagnosi e supporto psicologico erano già forniti dal le Sezioni e dai volontari, ma in modo disorganizzato. Mancava un sistema che strutturasse questa attività – racconta
Silvia Traversa, Coordinatore progetti e servizi sociosanitari, che ha promosso, gestito e accompagnato tutto il processo e che lo segue passo passo – Nel 2010 ci siamo quindi messi intorno a un tavolo, insieme a una decina di Sezioni già attive su questo fronte, e in incontri e focus group, ci siamo chiesti cosa creare». Il gruppo è partito da altre buone prassi esistenti e ha coinvolto la rete associativa e gli specialisti del Numero Verde. «Da lì a cascata, abbiamo poi costruito tutte le varie fasi operative per gli sportelli AISM».

 

Accoglienza, informazione e orientamento sono i tre princìpi cardine degli sportelli, come ricorda Michela Bruzzone, Responsabile attività territoriali di supporto alle persone con SM: «Nello Sportello AISM la persona con SM o il suo familiare trova, per le domande più diverse, una risposta esaustiva, accessibile, puntuale, parlata finalmente con lo stesso linguaggio; e trova, questo è fondamentale, l’ascolto e la relazione umana», spiega. «Ciò che ci differenzia da altre realtà di sportello nazionali importanti, cito Cittadinanza Attiva come buona prassi seguita, è la relazione con la persona – fa eco Traversa –. La persona mi sta chiedendo un trasporto, un aiuto per l’accertamento di invalidità, un’informazione sui farmaci o altro, ma che cosa c’è dietro la sua domanda? Che situazione, che contesto di vita, affettivo, quali bisogni?».

 

Leggi come funzionano gli Sportelli, in che modo possono esserti utili, sull'ultimo numero di SM Italia 5/2015.

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