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ONU e turismo: «sosteniamo il diritto di tutti a viaggiare»

22/07/2016

Nel 2015 oltre un miliardo di persone ha viaggiato per turismo. Lo dice l'Organizzazione Mondiale che fa capo all'ONU, che promuove un turismo sostenibile, responsabile e accessibile. L'intervista a Igor Stefanovic

Igor Stefanovic
Nella foto: Igor Stefanovic dell'UNWTO in occasione del Convegno sul turismo accessibile che ha chiuso il progetto Europe Without Barriers, a Lucignano lo scorso marzo


Secondo le stime di UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo che fa capo all’ONU, 1.184 milioni di persone hanno viaggiato per turismo nel 2015. Più di 600 milioni (51%) sono state in Europa. Oggi il settore turistico occupa 1 lavoratore su 11 e il suo fatturato rappresenta circa il 10% del GDP (Gross Domestic Product) del mondo, che per noi è il PIL (Prodotto Interno Lordo). Di tutto questo, del diritto che tutti abbiamo a viaggiare e di come il turismo stia cambiando il volto quotidiano del mondo, abbiamo parlato con Igor Stefanovic del “Programma per l’etica e la responsabilità sociale” (Ethics and Social Responsibility Programme) dell’UNWTO, che ha sede a Madrid.

 

Ci spiega, Igor, di cosa si occupa UNWTO?
«UNWTO è un’organizzazione specializzata delle Nazioni Unite per il turismo, che raggruppa 157 Stati e circa  500 membri affiliati. Opera per la promozione di un turismo sostenibile, responsabile e universalmente accessibile».

 

Cosa vuol dire che il turismo deve essere responsabile?
«Responsabile è un turismo che diventa strumento di comprensione e rispetto reciproco tra i popoli e le società, tra le imprese turistiche e le comunità locali, tra i turisti e le destinazioni che visitano. E questo accade se tutti gli stakeholder, i portatori di interesse coinvolti, si impegnano nella salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali, nel rispetto delle culture e del benessere della società in genere».

 

Sostenibilità e accessibilità dell’offerta turistica riguardano anche le persone con disabilità?
«Certamente. Lo sviluppo sostenibile del turismo è quello che garantisce i diritti anche delle persone con disabilità a viverne le opportunità, quello che rende possibile godere del fatto di viaggiare senza ostacoli, come esplicita il Codice Mondiale di Etica del Turismo, addottato dall’Assamblea Generale dell’OMT nel 1999 e riconoscito dall’ONU nel 2001. Il turismo nazionale e internazionale risulta universalmente accessibile se sempre più persone nel mondo, incluse le stesse persone con disabilità e bisogni specifici possono godere del «diritto alla scoperta personale e al godimento delle ricchezze del pianeta».

 

 

Quali sono le più importanti raccomandazioni di UNWTO agli Stati membri e a tutti gli stakeholder coinvolti per garantire un turismo universalmente accessibile?
«Bisogna applicare le regole del design universale nelle infrastrutture, prodotti e servizi turistici, in modo che risultino fruibili da parte di tutti, anche da chi ha esigenze speciali. Tutti questi servizi, inoltre, devono essere forniti senza costi aggiuntivi per gli utenti finali. E ciò va fatto non solo per dovere, ma anche perché l’inclusione del vasto mondo delle persone con bisogni particolari rappresenta una grande opportunità di sviluppo commerciale. Infine, bisogna promuovere la formazione dei professionisti del settore turistico, per elevare il loro livello di consapevolezza sui temi dell’accessibilità». 

 

Quali sono le principali difficoltà da superare per garantire l’accessibilità universale delle località turistiche?
«Bisogna uscire dalla promozione di singole attività e imparare invece a pianificare unitariamente tutta la catena turistica. Non serve solamente un albergo accessibile. Bisogna che una persona possa arrivarci senza problemi, dall’aeroporto o dalla stazione. Ugualmente bisogna che le persone con disabilità possano vivere senza ostacoli tutte le attività ricreative e culturali che offre il territorio. Nessuno va in vacanza per stare chiuso dentro un albergo accessibile; chi viaggia vuole vivere un’esperienza completa, senza ostacoli e senza eccezioni».

 

Ci sono, Igor, storie che raccontino “in presa diretta” il valore e l’impatto di quello che UNWTO sta seminando nel mondo del turismo?
«Credo che le vicende più eloquenti siano quelle delle stesse persone con disabilità che hanno fatto del turismo accessibile la propria missione e la propria professione. In questo modo, mentre hanno la soddisfazione di essere diventati imprenditori e gestori di realtà turistiche accessibili, garantiscono a tutte le persone con disabilità il diritto al turismo come mezzo di realizzazione individuale e collettiva».

 

Tra passato e futuro: quali eventi sul turismo accessibile ha organizzato sinora UNWTO? E quali i prossimi appuntamenti?
«A settembre 2014, UNWTO ha organizzato insieme al Governo di San Marino, la Prima Conferenza Europea sul turismo accessibile dell’OMT.Quest’anno, poi, organizziamo la Giornata Mondiale del Turismo dedicata al turismo universalmente accessibile il 27 settembre a Bangkok, Tailandia. Allo stesso tempo, invitiamo gli altri paesi e destinazioni turistiche di accompagnarci in questa occasione importante per promuovere l’accessibilità, organizzando eventi similari di sensibilizzazione del settore turistico e della società per accogliere meglio i clienti con disabilità. Infine, il 18 gennaio 2017 a Madrid verranno assegnati per la prima volta gli “Ethics UNWTO Awards”, i premi istituiti per le imprese turistiche e le associazioni di categoria che attuano il Codice Mondiale di Etica del Turismo. Speriamo che l’aspetto dell’accessibilità sia incorporato nelle strategie di negozio delle imprese  premiate, perchè veranno considerati tanti altri aspetti del turismo responsabile dalla giuria».