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Coronavirus. La lettera aperta degli europarlamentari

15/04/2020
Dossier Coronavirus

 

L’Europa non può che essere la casa dei diritti. E i diritti, in tempi di pandemia, non possono prescindere dalle risorse. Per questo 45 eurodeputati, tra cui 4 italiani, hanno inviato ufficialmente una lettera all’Europarlamento per chiedere alla Commissione europea di «intraprendere nuove azioni per mobilitare investimenti e risorse essenziali per garantire la continuità delle cure e dei servizi di supporto, in linea con i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e il pilastro europeo di Diritti sociali».

 

In tutta Europa, infatti, si registra la chiusura di migliaia di servizi di assistenza e supporto, che influisce pesantemente sulle condizioni di vita di milioni di persone con disabilità, delle loro famiglie e dei loro caregiver, dei volontari e anche degli 11 milioni di professionisti che lavorano in questi servizi.

 

Come ha fatto AISM, molte organizzazioni non profit si sono rapidamente adattate per garantire assistenza e supporto nelle attuali circostanze e regole (distanza sociale, ecc.).

 

Ma, per garantire continuità di supporto a tutte le persone che vivono una doppia emergenza, non possono mancare le risorse: «l'iniziativa di investimento di risposta al Coronavirus (CRII e CRII +) – scrivono ancora i firmatari della lettera - deve pertanto includere orientamenti specifici per aiutare gli Stati membri a garantire tali risorse, compreso il Fondo sociale europeo».

 

Si chiede anche, come AISM sta già facendo in Italia con tutti i livelli istituzionali, che vengano posti in atto «sforzi mirati per garantire che sia i professionisti in prima linea nella cura e nel supporto che gli utenti che supportano abbiano accesso ai dispositivi di protezione individuale».

 

Anche per questo è importante che l’iniziativa degli eurodeputati firmatari della lettera vada presto a buon fine.

 

#insiemepiùforti

 

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