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15/03/2023

Covid-19. Come prevenire il rischio di infezione nelle persone con sclerosi multipla

Ridurre quanto possibile i contatti e continuare a mantenere le misure di protezione individuale rimangono consigli validi per abbassare il rischio di infezione

 

 

La pandemia da COVID-19 ha colpito tutti, alcuni più duramente di altri. Sappiamo infatti che la presenza di alcuni fattori di rischio – come l’età avanzata e la presenza di patologie croniche – aumenta il rischio di malattia grave e complicazioni. E se è vero che l’infezione può colpire chiunque, è importante comprendere se esiste qualche fattore o qualche comportamento che possa ridurre il rischio di ammalarsi, soprattutto per le persone più fragili, come quelle appunto con patologie croniche come la sclerosi multipla.

 

È con questo intento che un team di ricercatori guidati da Massimo Filippi, Professore Ordinario di Neurologia, direttore dell’Unità di Neurologia, del servizio di Neurofisiologia e dell'Unità di Neuroriabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha analizzato i rischi di infezione di Covid-19 tra alcune persone con sclerosi multipla durante il primo periodo pandemico. I risultati del lavoro, sostenuto da AISM attraverso al sua Fondazione FISM, sono stati pubblicati su Journal of Neurology.

 

Per comprendere se esistono fattori di rischio per una determinata condizione (l’infezione da coronavirus in questo caso), uno dei modi è prendere due gruppi di persone tra loro paragonabili (per età, sesso e condizioni generali di salute, per esempio), uno interessato dall’infezione, l’altro no. Successivamente si analizzano diversi fattori che potrebbero influenzare il rischio di malattia, come tipologia di lavoro, stili di vita, dati di laboratorio e clinici. Altri elementi di influenza possono essere il lavoro più o meno a contatto con altre persone, il lavoro in ambito sanitario, o ancora, il fumo e bassi livelli di vitamina D. In totale i ricercatori hanno coinvolto più di 400 persone con sclerosi multipla, alcuni con infezione di Covid-19 risalente al primissimo periodo della pandemia, altri no.

 

Alcuni dei fattori presi in considerazione effettivamente sembrano avere un ruolo protettivo, mentre altri sembrano aumentare il rischio di Covid-19. In particolare i pazienti con livelli i vitamina D più elevata avevano un rischio leggermente minore di infezione. Di contro - come atteso, considerando come si diffonde il Covid-19 - le persone più esposte a contatti sociali, sia a casa che al lavoro, o impegnate in ambito sanitario, avevano un rischio maggiore di ammalarsi.

 

Questi risultati non hanno sorpreso i ricercatori: la vitamina D, infatti, è importante per il funzionamento del sistema immunitario, ed è noto come bassi livelli della vitamina aumentino il rischio di sviluppare la sclerosi multipla e di avere una decorso di malattia più grave. Quanto osservato conferma che monitorare i livelli di vitamina D è importante per le persone con sclerosi multipla. Allo stesso modo, venire a contatto con più persone, è noto che aumenti le possibilità di contagio.

 

Più sorprendenti sono stati piuttosto i dati relativi al fumo: tra le persone con sclerosi multipla fumatrici il rischio di infezione era più basso. Un dato che potrebbe avere diverse spiegazioni: è infatti possibile che i fumatori tollerino più fastidi respiratori rispetto ai non fumatori, magari riportando nel complesso meno diagnosi di COVID-19. O ancora, si è visto che i non fumatori erano più spesso lavoratori nel settore sanitario, associato a sua volta a un maggior rischio di infezione. A prescindere dal dato, l’invito a non fumare rimane invariato, tanto più considerato gli effetti negativi del fumo sulla progressione e attività di malattia, ribadiscono gli esperti. 

 

Il messaggio che arriva dal lavoro di Filippi e colleghi è che se esistono dei rischi evitabili, è opportuno fare di tutto per evitarli, tanto più nelle persone fragili come quelle con sclerosi multipla. In particolare, rimane sempre valido, anche oggi che la pandemia sembra un lontano ricordo, il consiglio di minimizzare il rischio di infezione riducendo i contatti a rischio, al lavoro tanto quando sui trasporti pubblici, per esempio promuovendo il telelavoro e continuando a prestare attenzione alle norme di protezione personale.

 

Referenza

Titolo: Modifiable risk factors of COVID-19 in patients with multiple sclerosis: a single-centre case–control study

Autori: Federico Montini, Agostino Nozzolillo, Paola M. V. Rancoita, Chiara Zanetta, Lucia Moiola, Federica Cugnata, Federica Esposito, Maria A. Rocca, Vittorio Martinelli & Massimo Filippi

Rivista: Journal of Neurology

DOI: https://doi.org/10.1007/s00415-023-11618-0 

 

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