AISM

BlogBlog

LibreriaLibreria

CommunityCommunity

PressPress

AccessibilitàAccessibilità

Cerca la notizia

E.g., 14/06/2021
E.g., 14/06/2021
Home » News
Condividi con Facebook Condividi con Twitter email Stampa
AISM

DIGICOG-MS, il progetto per la valutazione cognitiva nella SM al contest per la divulgazione scientifica

Jessica Podda si è aggiudicata il secondo posto alla decima edizione del premio GiovedìScienza 2021 per la divulgazione scientifica per ricercatori under 35. lo ha fatto illustrando le potenzialità di uno strumento digitale per la valutazione delle funzioni cognitive nelle persone con SM

04/06/2021
Jessica Podda

Nella foto: Jessica Podda (a destra) illustra le funzionalità di un programma in occasione di un incontro organizzato da AISM

 

È una ricercatrice orgogliosa ed emozionata quella che racconta il suo secondo posto alla competizione GiovedìScienza 2021, il contest per la comunicazione scientifica dedicato ai ricercatori under 35. Una medaglia d'argento guadagnata raccontando il progetto DIGICOG-MS (DIGital assessment of COGnitive impairment in Multiple Sclerosis), uno strumento digitale per la valutazione delle difficoltà cognitive nelle persone con sclerosi multipla (SM) a supporto dei clinici. Un riconoscimento che arriva quasi a conclusione della Settimana nazionale della SM, dedicata all'informazione e alla sensibilizzazione sulla malattia.

 

Lei è Jessica Podda, neuropsicologa, ricercatrice FISM presso il Centro di Riabilitazione AISM di Genova, e raccontando il suo progetto alla fase conclusiva del contest ha conquistato tanto la giuria tecnica, fatta di giornalisti e divulgatori, che quella popolare composta da classi di quarta superiore.

 

«Soluzioni digitali per la valutazione dei sintomi esistono già, ma DIGICOG-MS è pensato per essere qualcosa di diverso», spiega Podda. Il progetto è ancora in fase embrionale, ammette, ma si presenta da subito come qualcosa di innovativo: «Il punto centrale è l'inclusione delle persone con sclerosi multipla già nelle fasi di progettazione e sviluppo dello strumento, chiamate tanto a fornire suggerimenti e insight per gli aspetti di design che a riferire i propri feedback nelle fasi di testing e validazione, seguendo un filone  che AISM sostiene da tempo, per esempio attraverso il progetto MULTI-ACT”, spiega la ricercatrice. Altra caratteristica già definita è il carattere ibrido dello strumento, verosimilmente una app per smartphone e tablet: “L'idea è quella di mettere a punto delle modalità di valutazione diverse: una che il paziente può eseguire in completa autonomia, l'altra invece guidata e seguita da remoto da un clinico, così da venire incontro anche alle diverse esigenze delle persone, non tutte con la stessa dimestichezza con le tecnologie». 

 

In questo video puoi vedere la presentazioni dei ricercatori, quella di Jessica è al minuto 2.13.00 

 

Le valutazioni sono pensate per monitorare gli aspetti cognitivi più colpiti dalla sclerosi multipla, come la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni e l'attenzione, grazie a versioni digitali degli strumenti su carta tradizionalmente più usati per il monitoraggio delle funzioni cognitive in questi pazienti. «Ma nulla vieta che lo strumento possa concentrarsi su altro e includere altri test per valutare altri aspetti clinici della malattia: è uno strumento altamente adattabile», riprende Podda: «L'idea è infatti quella di avere a disposizione uno strumento, costruito grazie agli input che arrivano dai pazienti, che consenta un monitoraggio continuo della malattia, a seconda delle esigenze cliniche e in accordo al piano riabilitativo di ciascun paziente». E che magari - nei casi in cui sia possibile - consenta anche un check da remoto, risparmiando viaggi verso e dal centro specializzato. 

 

DIGICOG-MS è un progetto di telemedicina che oggi assume ancora più valore, considerato come la pandemia ha stravolto le modalità di assistenza e cura, come ha sottolineato la ricercatrice durante la sua presentazione a GovedìScienza, iniziativa del CentroScienza Onlus di Torino, in collaborazione con BergamoScienza e Famelab Italia. La pandemia ha ricordato le potenzialità e i vantaggi della telemedicina, come strada per garantire assistenza a tutte le persone fragili, ha spiegato Podda: “Il prossimo passo ora sarà mettere insieme un tema multidisciplinare di clinici, ingegneri, esperti di informatica e persone con SM per procedere con gli studi di fattibilità e dare forma al progetto. Se tutto andrà per il meglio questa prima fase potrebbe richiedere circa un anno”.

Seguici sui social

  • Facebook
  • Twitter
  • Canale Youtube
  • Instagram