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E.g., 28/11/2021
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Le persone con sclerosi multipla scrivono più lentamente a mano?

È la domanda a cui ha cercato di rispondere uno studio pubblicato su Frontiers in Neuroscience, e sostenuto da AISM con la sua Fondazione. La ricerca conferma che le persone con sclerosi multipla scrivono più lentamente e propone l'esistenza di un “centro del ritmo” per la scrittura a mano

28/06/2021
scrittura

 

Le persone con sclerosi multipla sperimentano una grande varietà di sintomi, che si riflettono a loro volta anche in attività comuni e ripetitive, quasi spontanee a un certo punto, come scrivere a mano, per esempio. Non a sorpresa: scrivere a mano, sebbene sia un compito sotto certi aspetti banale, una volta acquisito, richiede un discreto impegno a livello cognitivo e motorio. Sfere, quest'ultime, entrambe colpite dalla sclerosi multipla. Ma effettivamente sappiamo ancora poco su come cambi la scrittura per le persone con SM, e se questi cambiamenti siano riconducibili all'attività di specifiche aree del cervello. A indagare sul tema è stata l'équipe guidata da Laura Bonzano dell'Università di Genova, in uno studio finanziato grazie ai fondi di AISM e la sua Fondazione FISM e pubblicato su Frontiers in Neuroscience.

 

I disturbi della scrittura, raccontano gli autori, sono piuttosto comuni nelle persone con sclerosi multipla, non tanto per quel che riguarda la leggibilità quanto piuttosto la velocità (più ridotta) che la caratterizza, imputabili verosimilmente a diversi movimenti associati all'atto di scrivere.

 

Ma ci sono centri a livello cerebrale che regolano questo ritmo della scrittura, si sono chiesti gli autori? Per indagare più a fondo la questione hanno arruolato 18 persone con sclerosi multipla  (in fase stabile di malattia) e hanno confrontato le loro abilità di scrittura – dissezionando nel dettaglio tutte le caratteristiche fisiche di una frase, dalla distanza tra le parole, alla loro altezza, al tempo necessario per scrivere – con quelle di un gruppo di volontari. Mentre scrivevano però – una frase semplice, su un tablet collegato a uno schermo – i partecipanti venivano sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI).

 

I ricercatori hanno così potuto confermare che la scrittura delle persone con SM è più lenta rispetto ai controlli, sia per l'intera frase che a livello di singole parole e spazi, spiegano gli autori. Ma non solo: in generale si osservava una generica riduzione dell'attività cerebrale nelle persone con SM rispetto ai controlli.

 

Ma l'attività di un'area in particolare sembra correlata alla durata (e così alla velocità) di scrittura: quella del lobulo parietale inferiore destro, che già in passato era stato osservato attivarsi durante la scrittura a mano. Maggiore è l'attività che si osserva in questa zona più veloce procede la scrittura, al punto che i ricercatori lo hanno ribattezzato “il centro del ritmo di scrittura", qualcosa che in sostanza, si legge nelle conclusioni del lavoro: “rileva gli eventi salienti racchiusi in una sequenza di eventi e controlla l'attenzione, tenendo conto del tempo in cui avvengono gli eventi visivi e monitorando così le componenti temporali della scrittura a mano”. Anche se non è chiaro se questo processo avvenga qui o più a monte e saranno necessarie ulteriori analisi.

 

Referenza

Titolo: Right Inferior Parietal Lobule Activity Is Associated With Handwriting Spontaneous Tempo

Autori: Laura Bonzano, Ambra Bisio, Ludovico Pedullà, Giampaolo Brichetto and Marco Bove

Rivista: Front. Neurosci., 09 June 2021

Doi: https://doi.org/10.3389/fnins.2021.656856

 

 

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