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Pecorelli: ''qualunque cittadino italiano ha diritto ad avere gli stessi trattamenti''

28/07/2015

Il Rettore dell'Università di Brescia e Presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco è stato ospite del Convegno FISM 2015. Su SM Italia 3/2015 i punti salienti del suo intervento

Sergio Pecorelli
Nella foto: Sergio Pecorelli, Rettore dell'Università di Brescia e attuale Presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco


Il professor Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università di Brescia e attuale Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, ha incontrato l’AISM in occasione del Convegno scientifico organizzato dalla sua Fondazione, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla: «Qualunque cittadino italiano – ha dichiarato – ha diritto ad avere gli stessi trattamenti, soprattutto quelli innovativi, allo stesso tempo e nello stesso modo. È sancito dalla Costituzione, sia nell’ articolo 3 come nell’articolo 32. Per questo – ha aggiunto – come Agenzia del Farmaco ci stiamo impegnando per portare la voce dei pazienti nei nostri diversi tavoli di lavoro dove si prendono decisioni sulle politiche del farmaco».

 

Secondo lo stesso Pecorelli AISM e AIFA hanno inoltre l’impegno comune di garantire che le persone con SM «possano avere rapidamente i farmaci approvati, ovunque vivano. Ed è necessaria una rapida individuazione di risposte per tutto ciò che sta intorno al farmaco, sia dal punto di vista dei sintomi come dell'organizzazione sociale. Lavoriamo insieme, e raggiungeremo gli obiettivi che abbiamo in comune».

 

Ampliando poi l’orizzonte, Pecorelli ha tracciato uno scenario importante per il futuro di tutta l’Italia e del diritto alla salute, mettendo anzitutto al centro la ‘questione culturale’: se vogliamo garantire un vero diritto alla salute, dobbiamo potenziare le informazioni scientifiche e rafforzare la capacità individuale di orientarsi tra le notizie, scegliere quelle importanti e farle valere in ogni sede. «Secondo una recente indagine OECD (Organization for Economic Cooperation and Development) – ha ricordato il Presidente AIFA – gli italiani sono agli ultimi posti nel mondo per quanto riguarda la literacy, cioè l’interesse, l’attitudine e l’abilità individuale a utilizzare in modo appropriato gli strumenti socio-culturali e tecnologici per trovare, gestire, integrare e valutare informazioni, in modo da partecipare più efficacemente alla vita sociale».


Per fare crescere in Italia ‘l’Agenda del diritto alla salute’ dobbiamo dunque crescere nella capacità di essere informati e partecipare al farsi delle decisioni pubbliche, imparando poi a controllarne quotidianamente l’impatto. Un valore tanto essenziale quanto disatteso nell’agenda italiana, a detta di Pecorelli, è la ricerca scientifica. Sono unavamposto di libertà. Invece, in Italia ci sono solamente 110 mila ricercatori. E spesso i migliori emigrano, perché investiamo poco in ricerca e manchiamo di visione e progettualità. In Europa ci sarebbero 12 miliardi di euro per la ricerca italiana. Ma non abbiamo utilizzato questi soldi perché non sappiamo come chiederli. Eppure la ricerca clinica italiana è ai primi posti nel mondo per capacità innovativa, risultati e scoperte biomediche».

 

Secondo il Presidente AIFA incide negativamente sulle possibilità della ricerca e sull’utilizzo dei suoi risultati anche la particolare frammentazione italiana, «con 20 Regioni che funzionano autonomamente come piccoli Stati indipendenti, quanto a politiche per la salute. Questa situazione certamente non attrae gli investimenti in nessun campo, e nemmeno in ricerca». Per di più pesa un’evidente disparità di trattamento dei cittadini nelle diverse Regioni. «Questa questione – ha affermato – si potrà risolvere solo con il voto del Parlamento. Per garantire che il paziente di Catanzaro sia identico a quello di Bolzano, anche le associazioni dei pazienti, come AISM, con tutte quelle che hanno a cuore la salute del Paese e con le società scientifiche, si devono sicuramente muovere. E devono farlo insieme, non in ordine sparso, perché il diabete non è più importante dell'ipertensione o della sclerosi multipla».

 

Il Prof Pecorelli è stato uno degli ospiti principali del Convegno FISM, cui SM Italia 3/2015 - che ospita questa intervista - dedica un dossier. Ulteriori informazioni si possono trovare nello Speciale online dedicato al medesimo evento.

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