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Sclerosi multipla. La app per la riabilitazione in dual-task che piace ai pazienti

Si chiama CMI-APP, per ora è disponibile solo in ambito di ricerca, ed è una app che stimola la riabilitazione in dual-task, chiamando il paziente ad allenare abilità cognitive e motorie insieme. E i primi test mostrano che funziona e piace alle persone con sclerosi multipla

08/06/2020
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Un lavoro di squadra, con giocatori con diversi ruoli: dai clinici, agli informatici, alle persone con sclerosi multipla. È così che è nata la CMI-APP, uno strumento per il monitoraggio e la riabilitazione nella sclerosi multipla in dual-task, ovvero allenando contemporaneamente abilità motorie e cognitive.

 

La app – dove CMI sta per Cognitive-motor interference (interferenza cognitiva-motoria) – per ora è ancora in fase di test e utilizzata dai pazienti con il supporto di un operatore sanitario, ma i primi dati mostrano che funziona e che piace alle persone con sclerosi multipla, che la ritengono utile e si mostrano motivati. Così raccontano i risultati di due studi che hanno indagato l'efficacia della app da un punto di vista clinico e misurato il tasso di gradimento da parte dei pazienti, in un'ottica di ricerca che preveda sempre di più la loro partecipazione nel processo di co-costruzione di qualcosa che li riguarda direttamente, come racconta Andrea Tacchino, ricercatore FISM, che ha partecipato agli studi.

 

«Lo sviluppo della app, descritta oggi tecnicamente sulle pagine di JMIR Mhealth Uhealth, è stato frutto di un lavoro internazionale, che dopo una prima fase di programmazione è stato seguito da una in cui ogni centro partner del progetto ha adattato la app alla realtà locale, traducendo i vari esercizi proposti nella propria lingua», racconta Tacchino. Gli esercizi suggeriti dalla app non sono tradizionali esercizi di riabilitazione motoria, ma compiti di dual task, ovvero mirati a ottimizzare la capacità di svolgere diverse azioni contemporaneamente, replicando quello che normalmente nella vita quotidiana, come parlare e camminare insieme, scrivere e rispondere al telefono e così via, va avanti Tacchino. Azioni a volte compromesse nelle persone con sclerosi multipla e più in generale in chi è colpito da malattie neurodegenerative, per le quali l'approccio di riabilitazione dual-task rispetto alla sola riabilitazione motoria potrebbe rivelarsi utile, come ricordano gli autori nel paper: «Nel momento in cui siamo impegnati in un compito cognitivo e motorio allo stesso tempo, alcune delle nostre risorse sono destinate a una componente, altre all'altra: gli esercizi sviluppati nella app mirano o a migliorare l'automatismo cognitivo-motorio o a ottimizzare la distribuzione delle risorse».

 

Alcuni di questi esercizi, racconta il ricercatore, sono pensati per essere eseguiti mentre il paziente cammina senza bisogno di seguire gli input visivi che arrivano dalla app su tablet, come la comprensione di una storia o l'identificazione di un determinato suono mescolato tra altri. Altri esercizi invece, prevedono l'uso diretto del tablet, come per esempio l'identificazione di differenze tra due immagini o il suggerimento di percorsi che le figure su una mappa stradale devono compiere per arrivare in un certo punto mentre si marcia sul posto. Questo per quel che riguarda gli esercizi da somministrare in fase di trattamento: «La app prevede anche degli esercizi cosiddetti di valutazione – spiega Tacchino – pensati per permettere una valutazione appunto del miglioramento globale nei compiti di dual-task, sia cognitivo e motorio, cercando di colmare un gap nei sistemi attualmente disponibili in questo campo».

 

Messa alla prova su persone con sclerosi multipla – con un grado di disabilità non così elevato da richiedere l'utilizzo di ausili, con almeno una difficoltà in compiti di dual-task e senza importanti disturbi cognitivi, così da poter interagire agilmente con il tablet – la app si è mostrata efficace e gradita dai pazienti. «Abbiamo dimostrato che i trattamenti di riabilitazione in dual task rispetto a quelli riabilitativi unicamente motori in alcuni casi riescono a migliorare la capacità di svolgere più compiti insieme». Più nel dettaglio, va avanti Tacchino ricordano i risultati pubblicati su Journal of Clinical Medicine a dicembre, si è visto che i trattamenti in dual-task rispetto a quelli che allenavano la sola componente motoria, riuscivano a diminuire il costo di dual task, definito come «la percentuale di cambiamento nella performance di dual task rispetto all'esecuzione di un singolo compito», scrivevano gli autori. «È come se la persona fosse più capace di eseguire più compiti in contemporanea se si è allenata in dual-task», riassume Tacchino.

 

I ricercatori hanno raccolto anche le impressioni dei pazienti sull'utilizzo della app, osservando un alto tasso d gradimento, e percezione di utilità. «Le persone con sclerosi multipla hanno mostrato un alto tasso di aderenza nelle fasi di valutazione della app, intorno al 90%, e hanno anche reputato i trattamenti proposti impegnativi, un buon segno, che testimonia come possano essere davvero allenanti», riprende il ricercatore. Che continua: per ora la app è immaginata come uno strumento di ricerca, mediato da operatore, ma nulla vieta che, almeno per alcuni compiti meno impegnativi, non possa in futuro essere direttamente a disposizione del paziente. In un'ottica di utilizzo in ambito riabilitativo, fuori dalla ricerca, conclude Tacchino, i ricercatori potrebbero lavorare ora a un protocollo magari ridotto, con meno sessioni, così da poterne estenderne l'utilizzo, previa la fase di test in un contesto clinico, ovvero calati nella realtà della gestione delle persone con SM.

 

«Questo studio si inserisce all'interno del lavoro in campo riabilitativo portato avanti da AISM e la sua Fondazione, alla continua ricerca di nuovi approcci anche tecnologici che permettano di migliorare la vita delle persone con sclerosi multipla – ha aggiunto Giampaolo Brichetto, Coordinatore Ricerca in riabilitazione FISM e Direttore Sanitario del Servizio Riabilitazione AISM Liguria, che ha preso parte agli studi – a questo l'associazione contribuisce anche attraverso la partecipazione a progetti internazionali come questo, finanziato attraverso il network RISM (Rehabilitation in Multiple Sclerosis) che ha messo insieme diversi centri”.

 

 

Riferimenti

Titolo: Design, Development, and Testing of an App for Dual-Task Assessment and Training Regarding Cognitive-Motor Interference (CMI-APP) in People With Multiple Sclerosis: Multicenter Pilot Study

Autori: Tacchino A, Veldkamp R, Coninx K, Brulmans J, Palmaers S, Hämäläinen P, D'Hooge M, Vanzeir E, Kalron A, Brichetto G, Feys P, Baert I

Rivista: JMIR Mhealth Uhealth
DOI: http://doi.org/10.2196/15344

 

Titolo: Structured Cognitive-Motor Dual Task Training Compared to Single Mobility Training in Persons with Multiple Sclerosis, a Multicenter RCT

Autori: Veldkamp, R., Baert, I., Kalron, A., Tacchino, A., D'hooge, M., Vanzeir, E., Van Geel, F., Raats, J., Goetschalckx, M., Brichetto, G., Shalmoni, N., Hellinckx, P., De Weerdt, N., De Wilde, D., & Feys, P.

Rivista: Journal of clinical medicine

DOI10.3390/jcm8122177

 

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