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SM Italia 5/2015: Lovegiver, a scuola di sessualità

17/11/2015

In ritardo rispetto all'Europa, parte anche in Italia il primo corso per assistente sessuale per disabili. Emilia Romagna e Toscana si fanno avanti per una sperimentazione

SM Italia 5/2015

Simone ha 37 anni ed è affetto da distrofia muscolare. Da giovane, sognava di amare e di essere ricambiato: «Con il passare degli anni mi sono reso conto di quanto fosse difficile avere una relazione, forse anche per colpa della mia timidezza. Ma l’idea di rivolgermi a una prostituta per realizzare certe necessità mi ha sempre messo a disagio – racconta –. Tante persone mi dicono che non è il problema più importante in questo momento, ma il desiderio è lì, e chiede di essere esaudito».

 

Anche Fabiano ha 37 anni: soffre di osteogenesi imperfetta: «Io esco tutte le sere, credo di avere una vita sessuale e sentimentale come tanti, fatta di gioie e delusioni, ma conosco persone con patologie come la distrofia muscolare o la distrofia di Duchenne la cui vita sociale è stata spezzata, costrette a casa, ma che non per questo sono insensibili a un odore o al tatto, e non per questo non hanno fantasie».

 

Simone e Fabiano sono solo due delle persone che hanno scelto di abbracciare la campagna Lovegiver per la nascita della figura dell’assistente sessuale per disabili: figura che, in altri Stati europei, già esiste e opera. Secondo la definizione dei promotori, l’assistenza sessuale è una forma di accompagnamento erotico volta ad aiutare i disabili a scoprire la loro sessualità – intesa nel senso più ampio del termine – e il loro corpo in un percorso verso una maggiore autostima.

 

Per la sua istituzione anche nel nostro Paese è nato il ‘Comitato promotore per la realizzazione e il sostegno di iniziative popolari per l'assistenza sessuale’. Primo obiettivo, incoraggiare un cambiamento normativo che consenta di riconoscere la professione: un disegno di legge è stato presentato in Parlamento in attesa di essere discussa, nel frattempo Emilia-Romagna e Toscana si sono fatte avanti per avviare una sperimentazione, possibile a livello regionale. «Al momento siamo fermi alle parole – commenta Maximiliano Ulivieri, blogger e attivista, tra i fondatori del Comitato –: dette pubblicamente, ma pur sempre parole. Quello che noi possiamo fare, e abbiamo fatto, è farci trovare pronti. Così, abbiamo preparato tutto per la partenza del primo corso per assistenti sessuali in Italia».

 

Leggi l'inchiesta completa su SM Italia 5/2015, sfogliando o scaricando la rivista dal link in fondo a questa pagina

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