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E.g., 22/03/2019
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Intervista al professor Battaglia, presidente FISM

02/03/2010


Come primo finanziatore in Italia della ricerca sulla SM, la FISM segue ogni strada plausibile per individuare nuove prospettive e dare certezze alle persone con SM: intervista al professor Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM.

Professor Battaglia come si pongono l’AISM e la FISM di fronte alla CCSVI?
Nell’impegno per trovare le cause e i trattamenti più efficaci per un mondo libero dalla sclerosi multipla, una patologia complessa e dal percorso imprevedibile, noi siamo – e continueremo in futuro ad essere – impegnati nel percorrere qualsiasi strada che possa portare a un avanzamento nei trattamenti, a una migliore qualità di vita e infine alla cura risolutiva della SM. E’ importante per i ricercatori, così come per la nostra Fondazione, essere aperti a tutte le ipotesi per poter garantire alle persone con SM valutazioni scientifiche e certezze per “poter scegliere per la propria vita”. Questa ipotesi di lavoro del Prof. Zamboni deve essere esplorata e valutata sia per l’aspetto diagnostico che per la proposta terapeutica.

In particolare qual è il ruolo della FISM?
Il nostro ruolo è nella promozione, nel coordinamento e nel finanziamento della migliore ricerca che affronti i differenti tasselli del puzzle della sclerosi multipla. Per questo sulla CCSVI in questi mesi abbiamo subito avuto un confronto approfondito con le Associazioni nazionali SM statunitense e canadese, le uniche Associazioni che, insieme a noi, mettono a disposizione della comunità scientifica fondi dedicati alla CCSVI e ci muoveremo in modo coordinato nel processo di valutazione, approvazione e monitoraggio delle proposte di ricerca che abbiamo ricevuto dai principali gruppi di ricercatori in risposta ai bandi in ciascuna nazione. Sono tanti gli ambiti di ricerca che devono farci comprendere cosa succede nello sviluppo dellamalattia e quale possa essere essere il ruolo delle malformazioni come fattore di rischio e di progressione della SM.
Alla ricerca condotta dai gruppi italiani si affiancano molti studi in corso nel mondo e tutto questo potrà darci le risposte per fare chiarezza, perché senza i risultati della ricerca scientifica non possiamo esercitare il nostro ruolo di rappresentanza e affermazione dei diritti delle persone con SM, cioè richiedere al Servizio Sanitario Nazionale, il riconoscimento di un approccio clinico come cura erogata dalle strutture pubbliche.

Quali ricerche finanzierà la FISM sulla CCSVI?
Come abbiamo ripetutamente affermato in questa settimana metteremo a disposizione tutti i fondi che saranno necessari e siamo impegnati su più fronti.
Innanzitutto abbiamo definito un programma speciale di ricerca con un finanziamento dedicato che è possibile grazie ai fondi del 5 per mille. Il programma comprende innanzitutto la promozione, il coordinamento e il finanziamento di uno studio di prevalenza delle malformazioni nelle persone con SM e nei controlli sani. Saranno coinvolti 10-15 Centri Clinici italiani dove esperti dell’esame diagnostico con il doppler e neurologi valuteranno quante persone e con quali forme e condizioni di SM presentino le alterazioni.
Molte Regioni hanno espresso la volontà di sostenere questo studio che è anche importante per diffondere la specificametodologia diagnostica e confrontarla con gli altri approcci disponibili.
Il secondo ambito di finanziamento del programma consiste nel sostegno al progetto di sperimentazione clinica controllata, attivato dalla Regione Emilia Romagna con la nostra collaborazione, concordato con il Prof. Zamboni e il Dott.Salvi. Un gruppo di esperti ha il compito nelle prossime settimane di verificare la fattibilità della sperimentazione ed elaborarne il protocollo.
Durante queste due ricerche vengono anche sviluppati studi ulteriori di approfondimento sulla diagnostica, sulla fisiopatologia e sulla valutazione clinica. Anche questi studi saranno finanziati da FISM. Un percorso parallelo e aggiuntivo consiste nel finanziamento delle ricerche che entro l’8 marzo sono state presentate da ricercatori italiani all’interno del bando annuale di ricerca. Di fatto sono tanti gli aspetti che devono essere studiati per comporre quello che abbiamo rappresentato come un puzzle a cui mancano ancora tante tessere.

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