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Non sapevo fosse SM: la crisi epilettica

08/05/2015

Brain

 

Vi proponiamo in anteprima la seconda parte di Non sapevo fosse SM, rubrica che verrà pubblicata sul prossimo numero di SM 2/2015, e che descrive alcuni sintomi rari della sclerosi multipla, illustrandone gli aspetti principali, sintomatologia, possibili terapie. Il testo è a cura di Claudio Solaro, neurologo presso il Dipartimento di Neurologia Asl 3 Genovese, che svolge sia attività clinica nell’ambito del reparto, sia attività di ricerca.
Dopo aver affrontato il tema della nevralgia al trigemino, ci concentriamo sulle crisi epilettiche.

 

Cos’è
Si definisce crisi epilettica una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica, sincrona e prolungata di un gruppo di neuroni, le cellule della corteccia cerebrale. È detta idiopatica o primaria quando esami come la Risonanza Magnetica Nucleare encefalica non rilevano alterazioni; secondaria quando è dimostrabile una patologia del sistema nervoso centrale come per esempio un’emorragia, un tumore o la sclerosi multipla. Sulla base dei sintomi clinici le crisi epilettiche si distinguono in generalizzate (le scariche si diffondono ai due emisferi cerebrali) e parziali o focali (le scariche elettriche sono limitate a una determinata parte del cervello). La diagnosi di epilessia si basa essenzialmente sulla storia clinica e la descrizione dei sintomi da parte del paziente, perché l’elettroencefalogramma (EEG) al di fuori delle crisi risulta molto spesso normale.

 

Incidenza
Si stima che le crisi epilettiche interessino circa il 5% delle persone con SM. Perché vi sia una diagnosi di epilessia è necessaria una ripetizione delle crisi. Non vi sono dati scientifici sufficienti per concludere se la presenza di crisi condizioni il decorso clinico della SM, ma si può affermare che non c’è correlazione tra l’uso di farmaci per la SM e frequenza di crisi epilettiche.

 

Sintomatologia
Crisi di tipo tonico-clonico (‘grande male’): sono generalizzate e determinano perdita di coscienza e contrazioni muscolari simmetriche comunemente chiamate convulsioni. Durano, in genere, meno di un minuto e sono seguite dalla sensazione di ‘testa pesante’, stanchezza e dolore muscolare, morsicature della lingua, incontinenza sfinterica e ferite.
Crisi parziali semplici: sono focali e la coscienza è conservata. Se hanno origine dalla corteccia motoria, i sintomi possono consistere nella rotazione della testa e degli occhi o nella contrazione di un arto, mentre se interessano l’area sensitiva si avranno parestesie e sensazione di braccio ‘morto’.
Crisi parziali complesse (‘psicomotorie’): sono focali, con alterazione dello stato di coscienza. Iniziano con l’arresto improvviso dell’attività corrente e sono spesso associate a movimenti automatici ripetuti della bocca o delle mani.
Quando una crisi perdura viene definita ‘stato di male epilettico’ e rappresenta (soprattutto se di tipo convulsivo) un’emergenza medica.

 

Ricerca e terapia
L’epilessia è trattata con farmaci ad azione antiepilettica con lo scopo di ridurre le scariche elettriche spontanee. La terapia non elimina la causa, ma consente in molti casi un buon controllo della frequenza delle crisi. Tra i più usati: valproato, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital, lamotrigina e levetiracetam. La terapia durante la crisi si basa sull'uso di farmaci endovenosi (diazepam, lorazepam, valproato), anche se la maggior parte delle crisi si risolve spontaneamente. Non vi è accordo se tutte le persone con sclerosi multipla debbano essere trattate con antiepilettici dopo una prima crisi vista la maggior frequenza di effetti collaterali, anche a basso dosaggio.

 

Per ulterioinformazioni contatta il Numero Verde AISM.

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