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Sclerosi multipla e cellule staminali mesenchimali: la terapia è sicura ma non blocca la malattia

«La ricerca scientifica non si ferma. Siamo fiduciosi in ulteriori studi», dice Mario Alberto Battaglia. I risultati pubblicati su The Lancet Neurology

21/10/2021
risonanza magnetica

 

Il più ampio studio mai condotto al mondo sull’efficacia delle cellule staminali mesenchimali nella terapia della sclerosi multipla si è concluso con un messaggio duplice: l’infusione endovenosa è sicura, ma non ha effetti sull’infiammazione dovuta alla sclerosi multipla.

 

I risultati di MESEMS - ricerca coordinata dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova con l’Università di Genova, che ha visto AISM con la sua Fondazione FISM come principale finanziatore –sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Neurology.

 

Questi dati non chiudono però tutte le porte alla speranza di poter trovare una strategia neuroprotettiva con le cellule staminali mesenchimali, come sottolinea Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM.

 

«Dal 2003 AISM e la sua Fondazione hanno scommesso su quello che allora era un territorio ancora inesplorato, promuovendo e finanziando importanti progetti di ricerca sull’utilizzo delle cellule staminali nella sclerosi multipla: staminali ematopoietiche, staminali neurali e staminali mesenchimali. Questo studio con le staminali mesenchimali coordinato dal San Martino di Genova ha permesso di dare risposte certe alle persone con sclerosi multipla sulla sicurezza. Siamo fiduciosi che ulteriori studi su questo tipo di cellule e gli altri studi italiani su altre cellule staminali che finanziamo da anni e che vedono in prima linea anche i ricercatori dell’IRCCS di Genova possano rispondere a tutti quei quesiti che la scienza sottopone e alle attese delle persone per arrivare domani ad avere una terapia efficace per la riparazione del danno».

 

L’impegno di AISM con la sua Fondazione nel campo delle cellule staminali è stato dunque pionieristico: dalla ricerca di base alle ricerche terapeutiche di oggi. Oltre allo studio sulle cellule staminali mesenchimali si è concentrato negli anni anche sulle cellule staminali neurali con la ricerca di base e con diversi trial, uno dei quali ha sperimentato per la prima volta in assoluto questo tipo di terapia nell’uomo, nonché sulle cellule staminali ematopoietiche con molti studi negli ultimi 15 anni, condotti anche dall’IRCSS Ospedale Policnico San Martino di Genova, che ha visto le ultime conferme pubblicate proprio all’inizio del 2021.

 

La ricerca scientifica, insomma, non si ferma e anche risultati che vengono confermati solo in parte costituiscono importanti passi avanti per lo sviluppo delle conoscenze e per lo studio delle terapie del futuro.

 

«Nonostante le cellule staminali mesenchimali non abbiano dimostrato benefici sull’infiammazione tipica della malattia, saranno necessari ulteriori studi per verificare gli effetti del trattamento nel promuovere la riparazione del danno del tessuto nervoso e di conseguenza sul rallentamento del decorso della patologia. A tale scopo, si dovranno prendere in considerazione altre variabili cruciali come la fonte delle cellule, valutando per esempio se siano più adatte cellule staminali mesenchimali provenienti da altri tessuti, per esempio del tessuto adiposo, del paziente stesso o di un donatore sano; verificare se vi siano differenze con altre vie di infusione; valutare possibili benefici modificando la quantità di cellule staminali somministrate in proporzione al peso corporeo di chi le riceve e la frequenza di infusioni, singole o multiple. Speriamo in un prossimo futuro di poter rispondere a questi quesiti, ma senza dubbio desideriamo rivolgere un sincero grazie a tutte le 144 persone che hanno creduto in questa ricerca e a FISM che ha reso possibile questo studio finanziando il progetto», conclude il Prof. Antonio Uccelli, coordinatore della ricerca e Direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova.

 

Lo studio

Lo studio MESEMS è uno studio multicentrico internazionale di fase 2 che ha coinvolto dal 2012 al 2019 15 Centri per la Sclerosi Multipla in 9 Paesi (Italia, Canada, Regno Unito, Spagna, Francia, Danimarca, Svezia, Austria e Iran) in tutto il mondo, reclutando 144 pazienti e divenendo così la più ampia e rigorosa sperimentazione clinica mai realizzata per verificare la sicurezza e l’efficacia sul trattamento della sclerosi multipla di cellule staminali mesenchimali provenienti dal paziente stesso. In questo caso si è trattato di cellule staminali del midollo osseo, estratte, purificate ed espanse in vitro. I partecipanti sono stati quindi assegnati casualmente a ricevere l’infusione di staminali o un placebo; oltre al monitoraggio durante tutto il corso dello studio degli effetti collaterali, l’attività del trattamento sulla malattia è stata valutata con risonanza magnetica e sulla base di specifici parametri clinici. Quindi ciascun paziente ha ricevuto il trattamento a cui non era stato sottoposto la prima volta in modo che al termine dello studio tutti i 144 partecipanti abbiano avuto la somministrazione di staminali.  I dati confermano che l’infusione endovenosa delle staminali è sicura, ma non ha effetti di rilievo sull’infiammazione, valutata attraverso il numero di lesioni identificate con la risonanza magnetica e neppure sul decorso della malattia e sulla frequenza di ricadute.

 

I centri coinvolti

Lo studio internazionale è stato cofinanziato in altre nazioni da associazioni sclerosi multipla facenti parte della Federazione internazionale SM. La Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) ha finanziato totalmente la ricerca condotta nei Centri italiani e parzialmente quella condotta a livello internazionale. Dei 144 soggetti con SM, il 22% sono italiani coinvolti attraverso tre centri clinici (IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e Università di Genova; l’IRCCS Ospedale San Raffaele e l’Università di Verona). Le cellule staminali mesenchimali per i centri italiani sono state prodotte presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, nel Laboratorio di Terapia Cellulare “G. Lanzani”. La lettura centralizzata delle risonanze magnetiche è stata eseguita per tutti i centri coinvolti nello studio presso il Medical Image Analysis Center di Basilea (Svizzera). L’analisi di tutti i dati clinici è a carico della sezione di Biostatistica del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova. 

 

Referenza

Titolo: Safety, tolerability, and activity of mesenchymal stem cells versus placebo in multiple sclerosis (MESEMS): a phase 2, randomised, double-blind crossover trial
Autori: Prof Antonio Uccelli, MD, Alice Laroni, MD, Rehiana Ali, PhD, Prof Mario Alberto Battaglia, MD, Morten Blinkenberg, MD, Prof Lou Brundin, MD et al.
Rivista: The Lancet Neurology
DOI:https://doi.org/10.1016/S1474-4422(21)00301-X

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