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AISM

Sclerosi multipla. I linfociti T sono diversi nelle forme primariamente e secondariamente progressive

Lo mostra uno studio finanziato da AISM e la sua Fondazione e pubblicato sull'European Journal of Immunology

30/08/2019
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La sclerosi multipla è una malattia che può presentarsi in forme molto diverse. Anche quelle primariamente o secondariamente progressive (SM-PP e SM-SP), racchiuse sotto un unico cappello di progressive, presentano notevoli differenze, non solo per quanto riguarda il corso della malattia. A far luce su alcune di queste è oggi uno studio pubblicato su European Journal of Immunology che mostra quanto e come siano diversi i linfociti T nei pazienti con SM-PP e SM-SP. La ricerca è stata finanziata anche dall’ Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione (AISM-FISM). 

 

Nelle forme progressive di malattia, scrivono gli autori guidati da Marcello Pinti dell'Università di Modena e Reggio Emilia, l'infiammazione del sistema nervoso centrale svolge un ruolo centrale per la progressione della patologia e il danno assonale. Ma un ruolo importante sembrerebbe giocarlo anche l'attivazione delle cellule del sistema immunitario nel sangue periferico, suggerendo, scrivono ancora i ricercatori, che “la fase progressiva sia caratterizzata da una attivazione periferica immunologica permanente”. In particolare, nelle forme progressive si osserva un aumento di alcuni tipi cellulari (come i linfociti Th1 e i linfociti T citotossici di tipo 1).

 

I ricercatori hanno cercato di capire meglio la funzionalità di queste cellule, in particolare chiedendosi se e in che modo si differenziassero i linfociti T nelle persone con SM primariamente e secondariamente progressiva, per fenotipo e metabolismo. Hanno perciò analizzato queste cellule del sistema immunitario di alcune persone con forme progressive che non stavano assumento trattatamenti (53 in tutto, confrontati con 26 controlli), così da eliminare potenziali effetti confondenti di farmaci immunosoppressivi sul metabolismo delle cellule, spiegano gli scienziati.

 

I ricercatori hanno osservato notevoli differenze nei linfociti T delle persone con forme primariamente o secondariamente progressive, sebbene - scrivono - questi “due fenotipi clinici siano considerati parte dello stesso spettro di malattia e le differenze cliniche, di imaging e patologiche tra SM primariamente progressiva e SM secondariamente progressiva siano più relative che assolute”.

 

Per esempio, i linfociti T delle persone con SM-PP mostravano un più basso tasso di respirazione e massa mitocondriale (i mitocondri sono le cosiddette centrali energetiche delle cellule) rispetto a quelli delle persone con SM-SP e un più basso tasso di consumo di ossigeno. I ricercatori hanno osservato anche una più alta tendenza, sotto stimolazione, verso la glicolisi per i linfociti T delle persone con SM-PP. “Queste differenze – concludono gli autori – dovrebbero essere considerate quando si analizzano gli effetti dei farmaci che influenzano il metabolismo nei pazienti con forme progressive di malattia”.

 

Referenza

Titolo: Mitochondrial functionality and metabolism in T cells from progressive multiple sclerosis patients,

Autori: Sara De Biasi, Anna Maria Simone, Elena Bianchini, Domenico Lo Tartaro, Simone Pecorini, Milena Nasi, Simone Patergnani, Gianluca Carnevale, Lara Gibellini, Diana Ferraro, Francesca Vitetta, Paolo Pinton, Patrizia Sola, Andrea Cossarizza, Marcello Pinti.

Rivista: European Journal of Immunology, 02 August 2019
DOI: https://doi.org/10.1002/eji.201948223

 

 

Questo progetto di ricerca è stato finanziato con il Bando FISM con cui ogni anno AISM e la sua Fondazione mettono a disposizione fondi per i ricercatori e rinnovano l’impegno a ottenere risultati di qualità che possano migliorare in maniera concreta la vita delle persone con SM.

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