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E.g., 26/06/2019
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Sclerosi multipla: chi è in sovrappeso rischia di più la disabilità, fin dalla diagnosi

Uno studio italiano approfondisce i meccanismi alla base del rapporto tra condizione metabolica, obesità e sclerosi multipla. E apre la strada all’idea di usare dieta e restrizione calorica per modulare l’infiammazione

12/06/2019
alimentazione e sclerosi multipla

Il peso eccessivo peggiora la malattia. Una verità per molte patologie che ora uno studio italiano conferma anche per la sclerosi multipla:  la situazione immuno-metabolica delle persone con sclerosi multipla recidivante-intermittente, la forma più diffusa della malattia, gioca un ruolo importante nel determinare la gravità della patologia, fin dagli esordi. 

 

Pubblicata sul giornale scientifico Multiple Sclerosis Journal, la ricerca, che ha coinvolto 140 persone con sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), ha evidenziato come i pazienti in sovrappeso e obesi abbiano un maggiore rischio di presentare già al momento della diagnosi una maggiore disabilità alla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale), lo strumento comunemente usato per valutare la gravità della sclerosi multipla.

 

I ricercatori hanno inoltre approfondito a livello immunologico la relazione tra sclerosi multipla e peso corporeo eccessivo, analizzando i livelli di infiammazione del sistema nervoso centrale, la concentrazione di fattori connessi al peso corporeo come la leptina (ormone prodotto da grasso), di citochine infiammatorie e la concentrazione dei grassi nel sangue.

 

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale che colpisce la mielina, una guaina che riveste i neuroni e ne permette la conduzione degli stimoli elettrici. Nelle persone obese, l’analisi del liquido cerebrospinale (che viene raccolto con la puntura lombare) ha mostrato un livello più elevato di interleuchina-6 (IL-6) e leptina, due molecole ben note per essere promotrici del processo infiammatorio nel sistema nervoso centrale. Al contrario l’interleuchina-13 (IL-13), che ha azione antinfiammatoria, è risultata ridotta. Inoltre, livelli più elevati di trigliceridi e un più elevato rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL, sono stati correlati a livelli di IL-6 più alti.

 

Questo studio, inoltre, rafforza ancora di più l'ipotesi di usare approcci nutrizionali per riprogrammare l’infiammazione nei confronti del sistema nervoso centrale. Questa idea è anche oggetto di un nuovo Progetto Speciale Finanziato AISM e la sua Fondazione, presentato all'ultimo Congresso FISM (vedi video più sotto), e condotto dal Prof. Giuseppe Matarese dell'Università di Napoli Federico II in collaborazione con Neuromed, Università la Sapienza di Roma, Fondazione Santa Lucia e l’Ospedale San Camillo, Università Federico II e Ospedale Cardarelli di Napoli. Una sperimentazione clinica che vuole comprendere se la dieta sia in grado di potenziare l’efficacia di farmaci di prima linea nella sclerosi multipla, con evidenti importanti ripercussioni sulla progressione della malattia.

 

 

Lo studio, finanziato in gran parte da AISM e la sua Fondazione, è stato condotto grazie a uno sforzo collaborativo tra l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), CNR (IEOS-CNR) di Napoli, Università di Napoli Federico II, insieme all’Unità di Neuroimmunologia del San Raffaele di Milano. La ricerca conferma l’impegno di AISM nel promuovere e indirizzare una ricerca innovativa e responsabile, insieme alle persone e con un impatto concreto sulla loro qualità di vita.

 

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Referenza
TitoloObesity worsens central inflammation and disability in multiple sclerosis
Autori: Stampanoni Bassi M, Iezzi E, Buttari F, Gilio L, Simonelli I, Carbone F, Micillo T, De Rosa V, Sica F, Furlan R, Finardi A, Fantozzi R, Storto M, Bellantonio P, Pirollo P, Di Lemme S, Musella A, Mandolesi G, Centonze D, Matarese G. 
Rivista: Mult Scler. 2019 Jun 4:1352458519853473 Journal June 4, 2019

Doihttps://doi.org/10.1177%2F1352458519853473

 

Questo progetto di ricerca è stato finanziato con il Bando FISM con cui ogni anno AISM e la sua Fondazione mettono a disposizione fondi per i ricercatori e rinnovano l’impegno a ottenere risultati di qualità che possano migliorare in maniera concreta la vita delle persone con SM.

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